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Estate tra afa e caldo, a Bari oltre 32mila prestazioni e più di mille segnalazioni al pronto intervento sociale

Il bilancio degli interventi estivi a tutela di anziani, persone fragili e senza dimora. Cavone: “La città non ha lasciato sole le persone più vulnerabili”

Pubblicato da: redazione | Mer, 9 Settembre 2026 - 15:44
Caldo

Oltre 32mila prestazioni garantite da Area 51, più di 1.500 segnalazioni raccolte dal Pronto intervento sociale e oltre 4.300 anziani coinvolti nelle attività contro la solitudine. Sono alcuni dei numeri del “Piano caldo” del Comune di Bari, attivato dal 1° luglio per contrastare gli effetti delle ondate di calore e tutelare anziani, persone fragili e cittadini in condizioni di marginalità.

A rendere noto il bilancio degli interventi estivi è la ripartizione Servizi alla persona. Il piano è stato promosso e coordinato dall’assessorato al Welfare, in rete con presidi territoriali, associazioni e realtà impegnate quotidianamente nel sostegno alle persone più vulnerabili. “I numeri del Piano caldo raccontano soprattutto una cosa: questa estate la città non ha lasciato sole le persone più fragili”, commenta l’assessore alla Giustizia, al Benessere sociale e ai Diritti civili Michelangelo Cavone.

Secondo i dati del Comune, il Centro polivalente per anziani ha registrato 1.060 chiamate al Telefono amico e 906 telefonate di sorveglianza socio-sanitaria rivolte a persone anziane sole e vulnerabili. Di queste, 55 sono state seguite anche dal servizio di supporto psicologico continuativo. Durante le giornate da bollino arancione e rosso sono state effettuate 397 telefonate nell’ambito delle azioni di prevenzione legate alle ondate di calore. È stato inoltre attivato il Pony della solidarietà, servizio a richiesta per la consegna di spesa e farmaci, che ha raggiunto 25 persone. Le attività estive e di aggregazione contro la solitudine hanno coinvolto complessivamente 4.394 anziani.

Nel presidio socio-sanitario Sciam, Spazio comune invecchiamento attivo multidimensionale, sono stati effettuati 70 screening cardiologici, 105 controlli per il diabete, 34 esami audiometrici, 36 visite fisiatriche, 40 richieste allo sportello psicologico, 42 consulenze digitali, 23 consulenze legali e 29 fiscali. Alle attività ludico-ricreative hanno partecipato 120 persone, 80 hanno preso parte alle iniziative culturali e 65 alle giornate informative su sicurezza alimentare e corretta alimentazione. Un ruolo centrale è stato svolto dal Pronto intervento sociale, attivo 24 ore su 24. Il servizio ha ricevuto 1.505 segnalazioni, effettuato 108 interventi in loco e 278 in reperibilità. Le richieste di accoglienza sono state 1.068: da queste sono scaturiti 22 inserimenti in Chill house, 27 in strutture di accoglienza notturna, 8 in comunità per minori e 5 in case di comunità.

Gli interventi in emergenza hanno riguardato 116 anziani, 1.346 persone senza dimora o con difficoltà alloggiativa, 50 minori, 917 migranti, 31 persone con problemi di dipendenze, 202 con problematiche sanitarie e 81 con problemi psichiatrici. Seguiti anche casi di occupazione abusiva, sgombero o sfratto, degrado abitativo e conflittualità familiare. L’Unità di contrasto alla povertà estrema ha effettuato 54 accompagnamenti socio-sanitari, mentre l’Unità di strada comunale Care for People, attiva nelle ore serali e notturne, ha portato a termine 199 interventi: 152 rivolti a uomini e 47 a donne. Gli accessi diretti sono stati 125, quelli su segnalazione 74. Il Centro di accoglienza notturna Andromeda ha accolto 44 nuovi utenti, tra cui 39 uomini e 5 donne straniere. In totale, gli ospiti che hanno usufruito del servizio sono stati 85.

Particolarmente rilevanti i dati di Area 51, il Centro polifunzionale per il contrasto alla povertà estrema: dal 1° luglio sono state effettuate 32.172 prestazioni, tra cui 10.327 pasti distribuiti tra colazione, pranzo e cena, 1.605 interventi di deposito bagagli, 98 consegne di indumenti, 8.690 interventi di segretariato sociale e ascolto e 11.452 accessi a docce e servizi igienici. Anche il servizio Saves, dedicato all’accompagnamento sociale ed educativo di persone vulnerabili attraverso forme di affido, ha registrato 27 nuove attivazioni e 42 rinnovi, per un totale di 286 cittadini accolti.

Nel bilancio rientra anche il progetto “Aperti per Ferie” dell’associazione InConTra, concluso il 7 settembre. L’iniziativa ha garantito colazioni e cene nella mensa polifunzionale di piazza Balenzano, interventi con il foodtruck presso la stazione centrale in collaborazione con Fondazione Progetto Arca Onlus, ascolto telefonico e consegna di pacchi alimentari a domicilio. Il progetto ha supportato 540 famiglie con anziani, persone con disabilità o patologie cardiovascolari, anche per il pagamento di bollette, il ritiro e l’acquisto di farmaci. Complessivamente sono stati distribuiti 11.960 pasti, 3.220 colazioni, 1.200 chili di pasta cucinata e distribuita, 600 chili di frutta, 9mila bottigliette d’acqua e 650 gelati, insieme a borracce riutilizzabili, kit per l’igiene intima, biancheria estiva, spray antizanzare, penne post-puntura e medicinali da banco. Grazie alle azioni di contrasto allo spreco alimentare, sono state recuperate circa 16 tonnellate di cibo e alimenti.

Gli sportelli del Segretariato sociale dei cinque Municipi e della ripartizione Servizi alla persona hanno infine registrato oltre 1.989 contatti per richieste di informazioni sui servizi comunali. Le domande hanno riguardato soprattutto l’accesso ai servizi, il servizio socio-professionale e le informazioni sui servizi a bassa soglia rivolti ad adulti in condizioni di marginalità estrema. Per Cavone, il bilancio serve anche a programmare il futuro. “Questi numeri non devono servirci soltanto a misurare ciò che abbiamo fatto: devono aiutarci a progettare ciò che ancora manca”, afferma. “Il cambiamento climatico sta trasformando il caldo estremo in una nuova questione sociale, perché non tutte e tutti hanno gli stessi strumenti per proteggersi”. L’assessore annuncia quindi che il Comune è già al lavoro sul piano del prossimo anno, con l’obiettivo di rafforzare i servizi di prossimità e immaginare un uso diverso degli spazi cittadini nelle ore più critiche. “Vogliamo passare sempre di più dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione evitando che la fragilità diventi un bisogno urgente ma costruendo una città sempre più capace di riconoscerla e raggiungerla prima”, conclude Cavone.

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