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Fine vita, i vescovi pugliesi: “Non si trasformi il tema in scontro elettorale”

"La vita e la morte meritano rispetto, competenza e un confronto serio nelle sedi parlamentari proprie"

Pubblicato da: redazione | Ven, 11 Settembre 2026 - 17:22
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 “Chiediamo alla politica di non trasformare un tema così delicato in terreno di scontro elettorale o ideologico. La vita e la morte meritano rispetto, competenza e un confronto serio nelle sedi parlamentari proprie”. Lo dichiarano i vescovi pugliesi in una nota congiunta, diffusa al termine dell’assemblea ordinaria della Conferenza episcopale pugliese a Molfetta.

Il dibattito, “riacceso da recenti iniziative legislative regionali”, è la riflessione dei vescovi, “interpella profondamente le nostre comunità”. La chiesa pugliese esprime vicinanza alle “persone segnate da malattie gravi, sofferenze profonde e famiglie spesso provate dalla solitudine”. “Come Chiesa – prosegue la nota – affermiamo il valore inviolabile di ogni vita umana, anche quando è fragile e prossima alla morte. Per questo non possiamo considerare il suicidio medicalmente assistito una risposta adeguata alla sofferenza. Nello stesso tempo, custodire la vita non significa prolungarla ad ogni costo”. “Come Chiesa – continuano -, ci siamo sempre pronunciati sul rifiuto dell’accanimento terapeutico e riconosciuto la liceità della rinuncia a trattamenti sproporzionati.

Tra l’accanimento e l’anticipazione della morte esiste uno spazio decisivo: quello della cura”. Prima di introdurre nuove procedure sul fine vita, per i vescovi pugliesi le istituzioni “hanno il dovere di garantire concretamente ciò che già oggi dovrebbe essere diritto di tutti: cure palliative, terapia del dolore, assistenza domiciliare, hospice adeguati, sostegno alle famiglie e ai caregiver. Alle famiglie che si fanno carico della cura di malati gravi manifestiamo la nostra vicinanza e solidarietà”. “Le cure palliative – prosegue la nota – non significano arrendersi. Al contrario, ricordano che, quando non è più possibile guarire, è sempre possibile curare, alleviare, accompagnare”. Da qui, dunque, la domanda “che dovrebbe guidare ogni scelta pubblica”, una domanda “semplice e radicale”: “Abbiamo fatto davvero tutto perché nessuno desideri morire perché si sente solo, abbandonato o si ritenga un peso?” Per i vescovi pugliesi, la dignità della persona “non diminuisce con la malattia o con la dipendenza dagli altri. È proprio nella cura della fragilità che una società misura la propria umanità. Per questo auspichiamo che la Puglia scelga con coraggio una cultura della cura e della prossimità, capace di custodire la vita senza accanirsi contro la morte e di accompagnare la morte senza anticiparla”. “Nessuno sia lasciato solo – concludono i vescovi – Nessuno sia considerato un peso. Ogni vita, fino all’ultimo istante, merita cura, rispetto e amore”.

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