Mura merlate, torri, vicoli di pietra e, tutto intorno, le colline emiliane. Oggi siamo a Vigoleno, uno di quei piccoli borghi nei quali basta attraversare una porta per avere la sensazione di essere entrati in un’altra epoca. Frazione del comune di Vernasca, in provincia di Piacenza, sorge su un crinale tra la valle dell’Ongina e quella dello Stirone, a circa 350 metri di altitudine, in una posizione dalla quale lo sguardo può spaziare sulle campagne circostanti. Inserito tra I Borghi più belli d’Italia e insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, Vigoleno conserva ancora oggi l’aspetto di un piccolo centro fortificato medievale. Una destinazione perfetta per una gita fuori porta, soprattutto in primavera e in autunno, quando il paesaggio che circonda il paese diventa parte integrante del viaggio. Ma andiamo per gradi.
Un borgo nato intorno al suo castello
La storia di Vigoleno è strettamente legata a quella del suo castello. La fortificazione sarebbe stata edificata probabilmente già nel X secolo, forse sopra precedenti strutture difensive di epoca romana. La prima testimonianza documentata risale però al 1141, quando rappresentava un avamposto del Comune di Piacenza lungo la strada verso Parma. Per secoli il borgo fu legato soprattutto alla potente famiglia Scotti Douglas. Nel Duecento divenne uno dei capisaldi dei loro possedimenti e nei secoli successivi il castello fu attaccato, distrutto e ricostruito più volte durante le lotte che coinvolsero le grandi famiglie dell’Italia settentrionale. Terminata la sua funzione militare, nel Settecento il castello venne trasformato in una residenza signorile e diventò anche un centro della vita culturale e letteraria del ducato.
Attraversare il rivellino e tornare indietro nel tempo
La visita comincia già dall’ingresso. Superato il rivellino, la struttura difensiva che proteggeva l’accesso, ci si ritrova all’interno di un borgo raccolto tra mura, edifici in pietra e testimonianze di epoche differenti. Il cuore del paese è la piazza principale, dove si trova una fontana cinquecentesca. Da qui si può proseguire lentamente tra i vicoli fino a raggiungere uno dei monumenti più importanti del borgo: la Pieve di San Giorgio. Ma uno degli elementi più suggestivi rimane il sistema difensivo. Le mura merlate possono essere percorse in parte attraverso un camminamento di ronda panoramico, dal quale osservare il paesaggio circostante.
A dominare il complesso è il mastio quadrangolare, caratterizzato da feritoie, beccatelli e merli ghibellini e sviluppato su più livelli visitabili.
La Pieve di San Giorgio, gioiello romanico
Tra gli edifici da non perdere c’è la Pieve di San Giorgio, chiesa romanica del XII secolo. L’interno è suddiviso in tre navate da possenti pilastri circolari con capitelli scolpiti. Nel corso dei secoli l’edificio ha subito interventi rinascimentali e barocchi, ma un restauro realizzato nel 1963 gli ha restituito un aspetto più vicino a quello originario. Sulla facciata spicca il portale scolpito, mentre nella lunetta è raffigurato San Giorgio. All’interno sopravvivono anche alcune tracce di antichi affreschi, tra cui un San Giorgio nell’abside risalente al XV secolo e un San Benedetto datato 1427. Nella piazza centrale si trova inoltre l’Oratorio della Madonna delle Grazie, edificio tardo-rinascimentale nato originariamente come cappella privata degli Scotti Douglas. Sulla facciata è ancora visibile lo stemma della famiglia.
Un piccolo teatro nascosto nel castello
Vigoleno custodisce anche una sorpresa decisamente insolita. Nella parte più recente del castello si trova infatti un piccolo teatro decorato con immagini di gusto orientale, uno degli ambienti più particolari del complesso. Nel borgo è presente anche un museo dedicato agli orsanti, artisti girovaghi provenienti soprattutto dalle vallate appenniniche che viaggiavano esibendosi nelle piazze e nelle corti. Sono dettagli che permettono di scoprire un volto di Vigoleno diverso da quello puramente militare e raccontano come il castello, una volta terminata la sua funzione difensiva, sia diventato anche luogo di cultura e vita sociale. A piedi sulle tracce dei briganti Chi vuole abbinare la visita del borgo a una giornata nella natura può partire da Vigoleno per percorrere l’Anello dei Briganti, itinerario di circa 21 chilometri che raggiunge Vernasca passando prima sul lato orientale del torrente Ongina e tornando poi da quello occidentale, attraverso il Monte Ciocca. Durante il periodo della fioritura il percorso si colora grazie alle ginestre, trasformando il trekking in un’occasione anche per fotografare il paesaggio. Il legame con i briganti ritorna inoltre in una delle tradizioni locali: ogni anno si svolge la Notte dei Briganti, una camminata serale che parte dal borgo e attraversa colline, boschi e piccoli centri fino a raggiungere Vernasca.
Il Vin Santo di Vigoleno, rarità da assaggiare
Un viaggio da queste parti passa inevitabilmente anche dalla tavola. La specialità più rappresentativa è il Vin Santo di Vigoleno, vino passito legato strettamente al territorio di Vernasca. Il suo profilo è influenzato dalle caratteristiche dei terreni, dall’esposizione al sole e dall’utilizzo di vitigni bianchi non aromatici. Vinificazione, invecchiamento, imbottigliamento e affinamento devono avvenire all’interno del territorio comunale di Vernasca. Al vino locale è dedicato anche Vinoleno, appuntamento che si svolge nei mesi di maggio e novembre con degustazioni ed esposizioni. Nel corso dell’anno il borgo ospita inoltre i Mercatini delle Meraviglie.
Una tradizione che arriva dalle finestre
Tra le curiosità di Vigoleno c’è una tradizione che sopravvive ancora oggi: quella del cantamaggio. Il 30 aprile un gruppo di canterini attraversa le stradine del borgo portando di casa in casa l’augurio per l’arrivo di maggio. In cambio vengono offerti uova o altri doni, fatti scendere dalle finestre attraverso una cavagna, un cesto appeso a uno spago. Un piccolo rito popolare che racconta quanto, dietro l’aspetto monumentale del borgo, esista ancora una comunità legata alle proprie tradizioni. Vigoleno, inoltre, può diventare anche il punto di partenza per un piccolo itinerario tra i borghi del Piacentino. A circa 8 chilometri si trova Vernasca, dove meritano una visita i resti dell’antica Pieve di San Colombano e l’antica canonica, oggi legata al Centro Visita Provinciale della Via Francigena. Percorrendo qualche chilometro in più si raggiunge invece Castell’Arquato, distante circa 10 chilometri e famoso per il suo centro storico medievale. Vigoleno, Vernasca e Castell’Arquato possono così diventare tre tappe dello stesso viaggio, tra castelli, pievi, colline e sapori locali.