I lavoratori di Bari guadagnano in media 2,5 ore alla settimana grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, posizionando il capoluogo pugliese tra le città italiane più virtuose per efficienza digitale. È quanto emerge dal nuovo sondaggio condotto da Adobe Acrobat nell’ambito dell’indagine nazionale “L’ascesa dell’IA per i documenti”, sviluppata su un campione complessivo di 1.500 adulti.
Secondo lo studio, la forza lavoro barese sfrutta le nuove tecnologie in modo estremamente versatile. Tra i principali utilizzi spiccano l’analisi dei documenti (30%) e la traduzione di testi e contenuti (30%), seguite dalla sintesi di report e file PDF (23%). Quote minori, ma comunque significative, si registrano per la compilazione automatica di moduli (18%), la creazione di presentazioni aziendali (15%) e la stesura di reportistica (15%).
Nonostante l’ottimo riscontro sul fronte della produttività, la diffusione dell’IA a Bari deve fare i conti con alcuni freni di matrice culturale. Il 28% dei lavoratori intervistati dichiara infatti di preferire l’apporto puramente umano, mentre il 21% esprime forti preoccupazioni per la sicurezza dei dati e la privacy. I timori legati a possibili imprecisioni ed errori nei testi pesano per il 19%, mentre la mancanza di una formazione specifica o di linee guida aziendali chiare frena il 15% del campione. Sul delicato fronte della riservatezza, infine, emerge una spaccatura: se il 51% si dice a proprio agio nel condividere informazioni sensibili con gli algoritmi, il 40% predilige un approccio prudente, evidenziando come i corsi di aggiornamento rappresentino ormai la vera priorità strategica per il futuro professionale del territorio.