Il metano incide fino al 70% sui costi industriali dei fertilizzanti azotati. Con il prezzo del gas naturale ancora instabile sui mercati internazionali, il comparto agricolo pugliese si trova davanti a un rialzo dei costi di produzione che rischia di propagarsi lungo tutta la filiera, fino al carrello della spesa.
A sollevare il tema è Raffaella Lauciello, delegata di Consumerismo No Profit per il Comune di Bari: «I dati nazionali confermano quanto gli agricoltori del nostro territorio riscontrano ogni giorno nei campi. L’aumento dei costi del gas, insieme alle nuove normative europee sul clima, sta spingendo verso l’alto i prezzi dei concimi essenziali. In un’area dove l’agricoltura è un pilastro dell’economia, non si tratta di un dato contabile isolato: è un rischio concreto per la tenuta delle aziende e per la stabilità dei prezzi al consumo».
Il nodo tra energia, normative UE e produzioni tipiche
Il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) e la regolazione europea sul metano si intrecciano con le scelte di semina degli agricoltori pugliesi. Grano duro, cerealicoltura, ortofrutta e olivicoltura sono le colture più esposte a questa dinamica.
«Se fertilizzare i campi diventa economicamente insostenibile – prosegue Lauciello – il rischio è duplice. Da un lato si riducono le rese e si indebolisce la competitività della filiera pugliese. Dall’altro, questi costi aggiuntivi finiscono spesso per ricadere sui listini dei mercati rionali e della grande distribuzione. Le famiglie, già alle prese con il caro-vita, non possono assorbire ulteriori rincari sui beni alimentari di prima necessità».
Le richieste di Consumerismo Bari
L’associazione indica tre linee di intervento prioritarie:
Sostegni mirati alla filiera – utilizzo dei fondi europei e regionali disponibili per attenuare l’impatto dei costi energetici sui fattori di produzione agricoli;
Digestato e biofertilizzanti – incentivi all’uso di fertilizzanti organici e digestati da impianti di biogas locali, per ridurre la dipendenza dai concimi minerali d’importazione;
Monitoraggio dei prezzi – trasparenza lungo tutta la filiera agroalimentare, dal campo alla tavola, per prevenire speculazioni.
«Chiediamo alle istituzioni un impegno tempestivo – conclude Lauciello –. Proteggere chi produce cibo sul nostro territorio significa difendere l’economia pugliese e il potere d’acquisto dei cittadini. Gli sportelli di Consumerismo restano a disposizione di cittadini e operatori per orientamento e supporto verso una transizione energetica equa e accessibile».