Tornare tra i banchi non è mai solo tornare a scuola: è l’inizio di un nuovo capitolo, fatto di scoperte, amicizie e traguardi da raggiungere. Una partenza che Bari celebra con la cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico 2026/27, in programma lunedì 28 settembre, alle ore 18, al Teatro Piccinni: un momento di festa ma anche uno spazio di riflessione per comprendere insieme a istituzioni, dirigenti scolastici, docenti, genitori e alunni come si possa costruire la scuola del domani e in che direzione stia andando oggi la didattica, raccogliendo la sfida dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale. A stimolare il dialogo è il professore più amato del web, Vincenzo Schettini, con l’anteprima nazionale del suo nuovo libro La scuola che verrà. Riflessioni nell’era del cambiamento (Mondadori Electa). Un lavoro che il Libro Possibile Winter porta al pubblico di Bari prima dell’uscita ufficiale nelle librerie di tutta Italia, nell’incontro moderato da Rosella Santoro, direttrice artistica e organizzatrice del Libro Possibile Winter.
«Parlare di ragazzi significa parlare dei mondi che stiamo costruendo intorno a loro, dall’educazione alla socialità, dalla tutela dell’ambiente al rispetto per gli altri. Per questo trovo importante che a Bari si possa parlare di educazione anche fuori dalle aule, attraverso i libri, il teatro e il confronto pubblico. In occasione dell’anteprima nazionale di “La scuola che verrà”, il nuovo libro di Vincenzo Schettini, per festeggiare l’avvio dell’anno scolastico, ci sarà il confronto su come stanno cambiando i modi di apprendere, il rapporto tra insegnanti e studenti e il ruolo che la tecnologia può avere nella formazione. Mi piace l’idea che questa conversazione avvenga in un teatro, davanti a una platea. La cultura ha anche questo compito: approfondire questioni che solo apparentemente riguardano solo alcuni e portarle in uno spazio dove possano essere discusse, ascoltate e messe in comune» spiega il sindaco metropolitano Vito Leccese.
Con La scuola che verrà, il professore e divulgatore firma un nuovo capitolo editoriale, questa volta non parlando di fisica. un racconto che ripercorre i vent’anni della sua carriera di insegnante, gli ultimi dieci definiti dall’autore come i più complessi della sua esperienza in cattedra, che per Schettini è l’osservatorio privilegiato su una generazione cresciuta tra smartphone, social network e intelligenza artificiale. Ragazzi profondamente diversi da quelli che sedevano tra i banchi quando ha iniziato a insegnare, ma animati dallo stesso bisogno di essere ascoltati, capiti, guidati. Con la sua voce calda, accogliente, ma sempre diretta e sincera, ha affrontato alcune delle domande più urgenti del nostro tempo: in un mondo che cambia alla velocità della luce, come possiamo restituire ai ragazzi il desiderio di conoscere? Perché è sempre più difficile catturare l’attenzione degli studenti? E soprattutto, quale ruolo deve avere la scuola oggi? Dal tentativo di trovare delle risposte nasce un progetto che è insieme racconto personale e dichiarazione d’amore per l’educazione. La scuola che verrà è un invito a osservare il presente senza nostalgia né catastrofismi, per smettere di pensare “ai miei tempi era meglio”, e capire davvero la generazione che sta crescendo davanti ai nostri occhi. Perché educare non significa preparare i ragazzi al mondo che conoscevamo noi, ma a quello che li aspetta davvero domani.
Un messaggio che si lega perfettamente allo spirito della cerimonia di Bari, pensata per augurare ai ragazzi un nuovo anno di crescita. È lo stesso messaggio che Schettini rivolge ogni anno ai suoi studenti nel discorso di apertura delle lezioni, definendo la scuola il luogo migliore in cui i ragazzi possano impegnarsi e puntare su se stessi, perché “tutto quello che imparerete vi servirà per essere critici”. Una testimonianza importante dal ‘prof del web’ più seguito d’Italia che ha portato il suo metodo d’insegnamento anche in televisione, conducendo il programma Rai “La fisica dell’amore”.
Il suo metodo è il filo conduttore di tutta la sua attività di divulgatore, come ha ricordato in occasione della cerimonia del Premio Elsa Morante Ragazzi Esperienze, ricevuto per il suo libro d’esordio. Una didattica che parte comunque dai fondamenti tradizionali, ma che la sola lezione frontale non basta più, perché serve la partecipazione attiva degli studenti; un principio che, ha detto, vale anche fuori dall’aula, dove ricorda sempre ai ragazzi che “la scuola è sacrificio, impegno e abnegazione”.
«Ogni anno scolastico che inizia porta con sé qualcosa di speciale e, soprattutto, tante emozioni – ricorda l’assessore alla Conoscenza del Comune di Bari Vito Lacoppola – La scuola non è solo il luogo dove si apprendono nozioni e competenze: è il luogo in cui si cresce, si impara a conoscere se stessi, a comprendere gli altri e a costruire relazioni. Abbiamo bisogno, oggi più che mai, di riconnettere la famiglia con la scuola, costruendo una vera alleanza educativa. Buon anno scolastico a tutti noi».
«Siamo felici di inaugurare l’anno scolastico – aggiunge l’assessore alle Culture del Comune di Bari Paola Romano – all’interno del teatro Piccinni da poco riaperto al territorio con gli studenti è una riflessione sul futuro della scuola come istituzione che unisce il nostro Paese da sud a nord».
All’incontro, a ingresso libero, parteciperanno il sindaco della Città Metropolitana di Bari Vito Leccese, l’assessore alla Conoscenza di Bari Vito Lacoppola, l’assessore alle Culture di Bari Paola Romano, il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “G. Rodari – D. Alighieri” di Casamassima Francesco Mario Pio Damiani in rappresentanza delle associazioni dei presidi e Gerardo Marchitelli, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “Duse-Don Bosco” di Bari.
L’iniziativa è patrocinata dalla Città Metropolitana di Bari e dal Comune di Bari.