Tre partite nel pomeriggio, poi la presentazione delle squadre che che affronteranno la stagione 2026/27, tra queste quella iscritta al campionato di Serie C femminile, guidata da coach Michele Ironico affiancata dallo staff tecnico composto da Fabrizio Fischetti, Simona Emilio e il preparatore atletico Michele Capurso . Domenica 4 ottobre il Centro sportivo San Pio di Bari ospiterà il torneo di pallavolo “Lo sport è vita”, organizzato dall’ASCD Europa in collaborazione con ATI San Pio. In campo il Primadonna Bari Volley, l’Eureka Gas & Power Rainbow e AMAS Volley Bari.
Ad aprire il programma, alle 16, sarà la gara tra Eureka Gas & Power Rainbow e AMAS Volley Bari. Alle 17.30 la Primadonna Bari Volley affronterà Eureka Gas & Power Rainbow, mentre alle 19 giocherà contro AMAS Volley Bari. Le partite si disputeranno al meglio dei tre set, con l’eventuale terzo set a 15 punti. Durante la prima gara sarà osservato un minuto di silenzio in memoria di Michele Nacci, presidente dell’associazione sportiva del Giovinazzo volley, recentemente scomparso. Il torneo sarà anche il primo appuntamento con il pubblico della nuova stagione del Primadonna Bari Volley. Dalle 20.15 sono previsti i ringraziamenti, la presentazione del roster e del team 2026/27, la premiazione e la festa di apertura della stagione con campo di pallavolo aperto per gioco libero e musica.
“Un momento importante per celebrare l’inizio delle attività sportive nel nostro caro palazzetto che dopo i lavori e un anno difficile torna a riempirsi di atleti e tifosi per celebrare lo sport – commenta l’ASCD Europa – nel corso dell’evento assisteremo ad un torneo di livello e avremo anche modo di presentare le atlete che prenderanno parte a questa nuova stagione. Vogliamo dare rilievo a tutte, dalla prima squadra alle più piccole, perché ognuna è fondamentale per il nostro movimento. L’invito è aperto a tutti coloro che amano lo sport, non solo la pallavolo, perché per noi è importante ricordare che qualsiasi attività, agonistica o non, ci mantiene in vita, non solo in termini di salute, ma anche perché permette di costruire percorsi e obiettivi che spesso, in quartieri difficili come quello in cui militiamo da ormai 37 anni, offrono nuove prospettive”, conclude.
