Ventisei milioni di euro disponibili per l’ampliamento dell’Istituto Tumori di Bari e la realizzazione di una struttura di Medicina nucleare, ma i progetti sarebbero ancora fermi. È quanto denunciano i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, sollevano nuovamente interrogativi sulla gestione dell’Irccs Giovanni Paolo II, a poche ore dalle dimissioni del direttore generale Tommaso Stallone. Al centro delle contestazioni, la mancata disponibilità della Pet, strumento diagnostico fondamentale per numerosi percorsi oncologici, che costringerebbe i pazienti a rivolgersi ad altre strutture sanitarie, anche fuori provincia e fuori regione.
“Torniamo ad accendere i riflettori sulla gestione dell’Istituto Tumori di Bari. Mentre la giunta Decaro, dopo la nostra richiesta di dimissioni del direttore generale Tommaso Stallone, si è decisa ad avviare le procedure per la decadenza, emergono altre ombre sulle scelte manageriali di Stallone”, dichiarano in una nota congiunta i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia. Secondo gli esponenti del partito, l’Oncologico barese, pur rappresentando un punto di riferimento per la cura dei tumori, non sarebbe nelle condizioni di eseguire direttamente gli esami diagnostici attraverso la Pet, costringendo i pazienti a spostarsi verso altre strutture. “Questo significa che i malati di tumore in cura devono rivolgersi al Policlinico di Bari, con liste di attesa infinite, o sono costretti ogni giorno a recarsi a Brindisi, a San Giovanni Rotondo, a Barletta, spesso a Rionero e Matera”, denunciano.
Una situazione che, secondo Fratelli d’Italia, risulterebbe ancora più grave alla luce delle risorse già destinate agli interventi. I consiglieri sostengono infatti che l’Istituto disponga di circa 26 milioni di euro per l’ampliamento della sede e l’acquisto della strumentazione diagnostica. Il 27 febbraio 2026 sarebbe stato sottoscritto un disciplinare tra la Regione Puglia e l’Irccs Giovanni Paolo II, accompagnato da un cronoprogramma relativo ai due interventi. Da allora, secondo quanto denunciato dal gruppo politico, non sarebbero stati compiuti passi avanti significativi. “Da allora sono passati otto mesi, all’Oncologico viene nominato il nuovo direttore generale, Tommaso Stallone, e non si è mosso più niente”, affermano i consiglieri, aggiungendo che, secondo alcune indiscrezioni, con l’insediamento dei nuovi vertici il progetto per la realizzazione della struttura e l’acquisto della Pet sarebbe stato congelato.
Da qui la richiesta di un’audizione in Commissione Sanità per chiarire lo stato degli interventi e le ragioni degli eventuali ritardi. Fratelli d’Italia ha chiesto di ascoltare il direttore generale, ora dimissionario, il direttore sanitario Vito Campanile e l’assessore regionale Donato Pentassuglia. La denuncia arriva in una fase particolarmente delicata per l’Istituto Oncologico barese. Nella serata del 4 novembre, la Giunta regionale aveva disposto la sospensione cautelare di Stallone e avviato il procedimento di decadenza dall’incarico, motivando la decisione con il venir meno del rapporto fiduciario. Il giorno successivo il dirigente ha presentato le proprie dimissioni per “motivi personali”.
La vicenda della Pet apre dunque un ulteriore fronte di confronto sulla gestione dell’Irccs e sull’utilizzo dei finanziamenti destinati al potenziamento dei servizi diagnostici. “Vogliamo immediatamente capire perché non vengono utilizzati i preziosi finanziamenti: avere una Pet in più servirebbe anche a snellire le liste di attesa”, concludono i consiglieri di Fratelli d’Italia. Restano da chiarire lo stato effettivo dei progetti, i tempi previsti per la loro realizzazione e le ragioni degli eventuali rallentamenti. Questioni sulle quali il gruppo consiliare chiede risposte agli organi regionali e ai vertici dell’Istituto.