Insetti antagonisti naturali contro le cocciniglie che stanno infestando i lecci cittadini. È partita questa mattina a Bari, nel giardino della scuola Iqbal Masih del circolo Re David, la sperimentazione di controllo biologico promossa per tutelare il patrimonio arboreo della città. Alla presenza di alunni e insegnanti sono stati rilasciati insetti utili appartenenti alla famiglia dei Coccinellidi, comunemente conosciuti come “coccinelle”, antagonisti naturali delle cocciniglie. L’intervento rientra nel percorso coordinato dall’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia con il Comune di Bari e l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
L’obiettivo è contenere progressivamente la presenza delle cocciniglie sui lecci e sui pini, riducendo il più possibile il ricorso a prodotti fitosanitari. Il programma prevede l’impiego di Exochomus quadripustulatus e Cryptolaemus montrouzieri, rilasciati in quantità calibrate sulle piante interessate. All’iniziativa hanno partecipato l’assessora comunale al Clima, Transizione ecologica e Ambiente Elda Perlino, l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli, il dirigente dell’Osservatorio fitosanitario regionale Salvatore Infantino e la presidente del Municipio II Alessandra Lopez.
Il controllo biologico è solo una parte del protocollo. Il problema del deperimento e del disseccamento dei lecci, infatti, resta complesso e non ha ancora una causa accertata in modo univoco. Il cosiddetto Complesso del disseccamento delle querce è oggetto di approfondimenti a livello regionale e nazionale e riguarda anche altri territori italiani ed europei. Le cocciniglie, in particolare Kermes vermilio e Nidularia pulvinata, sono presenti sui lecci cittadini e possono contribuire a indebolire piante già stressate, ma non è stato ancora stabilito che siano la causa del disseccamento.
“Questa sperimentazione è un tentativo di salvare i nostri lecci e di contrastare l’invasione delle cocciniglie apparse anche sui pini”, ha spiegato Elda Perlino. “Bari è stata scelta come città modello per sperimentare, insieme all’Osservatorio fitosanitario regionale, un protocollo di trattamenti e azioni di contrasto mirate”. Secondo l’assessora, la lotta biologica con le coccinelle è già stata sperimentata in altre città italiane e viene ora avviata per la prima volta in una grande città come Bari. “I lecci della città sono circa 3.000 e, secondo i nostri rilievi, oltre 1.700 sono interessati da questa problematica, che si sovrappone al fenomeno del disseccamento delle querce, la cui natura non è ancora pienamente nota”.
Il protocollo avrà una durata di 24 mesi e prevede un approccio integrato: sopralluoghi periodici, almeno tre all’anno, monitoraggio dello stato di salute degli alberi, verifica della presenza delle cocciniglie e degli insetti utili, interventi sul terreno e sulle radici, potature mirate e rimozione dei rami più compromessi. Nei casi ritenuti necessari potranno essere utilizzati anche prodotti fitosanitari autorizzati. Sono previste inoltre prove pilota e confronti tra differenti modalità di intervento, con il coinvolgimento dell’Università di Bari, per valutare nel tempo l’efficacia delle strategie adottate e orientare le successive azioni attraverso una cabina di regia tecnica.
“Il disseccamento dei lecci è una problematica che non riguarda soltanto Bari, ma molte città italiane, ed è legata principalmente agli effetti del cambiamento climatico”, ha dichiarato Francesco Paolicelli. “La presenza della cocciniglia contribuisce al depotenziamento degli alberi e oggi avviamo una sperimentazione che durerà 24 mesi”. Per Paolicelli, la scelta di partire da una scuola ha anche un valore educativo. “Ci consente di trasmettere ai ragazzi quanto sia fondamentale la biodiversità e quanto sia possibile utilizzare sistemi biologici per tutelare le nostre alberature”.
Più prudente il richiamo di Salvatore Infantino, dirigente dell’Osservatorio fitosanitario regionale. “Ci troviamo di fronte a una malattia di cui non conosciamo ancora le cause. È quindi fondamentale studiare e approfondire per comprenderne l’eziologia. Nel frattempo dobbiamo prendere tempo, affinché la ricerca possa produrre una soluzione utile a risolvere completamente il problema”. L’intervento, ha spiegato Infantino, si concentra su un fattore concreto: la presenza della cocciniglia. “Non siamo però sicuri che la cocciniglia sia la causa del disseccamento: abbiamo trovato anche funghi e batteri e il fenomeno deve quindi essere ulteriormente studiato”. Fondamentale sarà anche il momento dei rilasci. Gli insetti utili devono essere introdotti quando l’organismo da contrastare si trova nella fase più vulnerabile. “In questo periodo la cocciniglia si trova in una fase di maggiore vulnerabilità ed è la ragione dell’intervento odierno, che sarà seguito da altri lanci”, ha aggiunto Infantino.
Il patrimonio interessato dal monitoraggio è ampio, tra le aree coinvolte ci sono gli oltre 200 lecci di piazza Umberto, i circa 480 di corso Cavour, piazza Garibaldi e altre zone della città. Dopo il primo rilascio alla scuola Iqbal Masih, l’iniziativa è stata replicata anche al parco 2 Giugno, nella Pineta San Luca e nel giardino di piazza Garibaldi. Il prossimo 6 ottobre gli insetti antagonisti saranno rilasciati anche nella scuola dell’infanzia e primaria Armando Diaz a Carbonara, nel parco Romita al San Paolo e in piazza Stazione o piazza Bellini a Palese.