Il 29 settembre 2026, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, in parziale accoglimento della richiesta formulata dalla locale Procura della Repubblica, ha emesso ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due donne, ritenute responsabili, a vario titolo ed in concorso con altre donne di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, danneggiamento e furto aggravato.
Il provvedimento cautelare costituisce l’epilogo di un’articolata e delicata attività d’indagine condotta dalla Sezione di Polizia Giudiziaria dei Carabinieri unitamente ai militari della Compagnia Carabinieri di Bari San Paolo, inserita nel più ampio quadro di contrasto al fenomeno delle occupazioni abusive degli immobili di Edilizia Residenziale Pubblica (E.R.P.) nel territorio barese.
I FATTI
Gennaio 2026 – Il Sequestro: L’attività investigativa trae origine dall’esecuzione, avvenuta il 27 gennaio 2026, di diversi decreti di sequestro preventivo d’urgenza di alloggi E.R.P. abusivamente occupati nel quartiere San Pio (ex Enziteto). Tra questi, figuravano due immobili occupati sine titulo da personaggi legati al clan Strisciuglio.
Giugno 2026 – Il Dissequestro e la Riassegnazione: A seguito del dissequestro e della restituzione degli immobili al Comune di Bari per la legittima riassegnazione agli aventi diritto in graduatoria, il 12 giugno 2026 si svolgevano le operazioni di consegna degli alloggi a nuclei familiari di origine straniera.
Le Intimidazioni e le Pretese Estorsive: Nel corso delle operazioni di insediamento dei nuovi assegnatari, si registravano reiterate e veementi manifestazioni di protesta da parte di un gruppo di donne residenti nel quartiere, capeggiato dalle odierne arrestate. In particolare, queste ultime ponevano in essere gravi condotte intimidatorie e minatorie nei confronti dei nuovi assegnatari per dissuaderli dall’occupare l’alloggio. Contestualmente, avanzavano pretese economiche ingiustificate relative a presunti lavori di ristrutturazione eseguiti durante il periodo di occupazione abusiva, minacciando, in caso di mancato pagamento, la distruzione e la rimozione dell’immobile e delle relative pertinenze.
I Danni e la Devastazione: A distanza di soli quattro giorni dalla consegna delle chiavi, il 17 giugno 2026, i Carabinieri intervenivano presso l’alloggio di via della Fratellanza accertando una vera e propria azione vandalica di matrice ritorsiva: ignoti, introdottisi abusivamente all’interno, avevano devastato la struttura demolendo tramezzi e muri divisori, danneggiando gli impianti elettrici e asportando infissi, sanitari e minuteria.
Gli elementi probatori raccolti hanno consentito alla Procura della Repubblica di Bari di richiedere idonee misure cautelari a carico dei soggetti coinvolti.