Distese immense, montagne che sembrano vicinissime, animali al pascolo e una strada che attraversa un paesaggio quasi lunare. Siamo a Campo Imperatore, uno di quei luoghi capaci di far dimenticare, almeno per qualche ora, di essere in Italia. Il luogo si trova in particolare nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in provincia dell’Aquila. Qui si estende uno degli altopiani più vasti degli Appennini: circa 75 chilometri quadrati, a un’altitudine compresa indicativamente tra i 1.500 e gli oltre 2.000 metri. Un paesaggio di origine glaciale e carsica che l’alpinista ed esploratore Fosco Maraini soprannominò “Piccolo Tibet d’Abruzzo”. Ma andiamo per gradi
Campo Imperatore, un viaggio da fare senza troppi programmi
Più che un luogo da visitare seguendo una successione precisa di monumenti, Campo Imperatore è un territorio da attraversare. L’auto o la moto permettono di spostarsi lungo l’altopiano, fermandosi quando il panorama lo richiede – e succede spesso – per proseguire poi a piedi lungo uno dei sentieri. Pecore, mucche e cavalli pascolano ancora liberamente sui prati e, con un po’ di fortuna, è possibile avvistare anche alcuni degli animali selvatici che popolano il Parco, tra cui camosci appenninici, cervi e caprioli. L’ideale è dedicare a Campo Imperatore almeno una giornata, senza avere troppa fretta di raggiungere la tappa successiva.
Il Corno Grande e lo “Specchio del Gran Sasso”
A dominare il paesaggio è il Corno Grande, che con i suoi 2.912 metri rappresenta la cima più alta del massiccio del Gran Sasso. Uno dei punti più suggestivi dal quale osservarlo è il Lago di Pietranzoni, piccolo specchio d’acqua di origine glaciale situato a circa 1.660 metri di quota. Le sue dimensioni cambiano in base alle precipitazioni e allo scioglimento della neve, ma quando le condizioni sono favorevoli le acque riflettono la sagoma del Corno Grande. Non a caso il lago è stato soprannominato “Specchio del Gran Sasso”. Il momento più affascinante può essere quello del tramonto, quando la montagna e l’altopiano cambiano colore e il paesaggio diventa ancora più surreale.
Lago Racollo e le tracce del passato
Proseguendo nell’esplorazione si incontra il Lago Racollo, facilmente raggiungibile in auto. Da qui parte anche il sentiero verso i ruderi di Santa Maria del Monte. Con una piccola deviazione è inoltre possibile raggiungere il Lago di Passaneta, nascosto rispetto alla strada principale. Sono luoghi che raccontano bene l’altra anima di Campo Imperatore, non soltanto grandi panorami, ma piccoli punti da raggiungere lentamente, lasciandosi alle spalle l’auto per qualche ora.
Una piccola chiesa a oltre duemila metri
Un luogo da non perdere è la Chiesa della Madonna della Neve, costruita nel 1934 durante il progetto di sviluppo turistico di Campo Imperatore. Abbandonata per diversi anni nel secondo dopoguerra, venne restaurata nel 1992 dagli Alpini abruzzesi e consacrata l’anno successivo da Papa Giovanni Paolo II. Piccola e circondata dalle montagne, contribuisce a rendere ancora più particolare questo angolo dell’altopiano.
Campo Imperatore con il naso all’insù
A poca distanza si trova un altro luogo legato non alla terra, ma al cielo: l’Osservatorio Astronomico di Campo Imperatore. Fondato nel 1965, sfrutta una delle caratteristiche più preziose dell’area: la ridotta illuminazione artificiale. Le notti dell’altopiano possono quindi regalare cieli particolarmente suggestivi. Nei pressi dell’osservatorio si trova anche il Giardino Botanico Alpino “Vincenzo Rivera”, realizzato nel 1950 e dedicato alle specie vegetali capaci di vivere nelle difficili condizioni climatiche dell’alta montagna. Un’altra dimostrazione di quanto Campo Imperatore cambi volto a seconda di dove si decide di fermarsi.
Fonte Vetica, tra boschi e una storia tragica
All’estremità sud-orientale dell’altopiano si raggiunge Fonte Vetica, circondata da una delle poche aree boschive di Campo Imperatore. È una delle zone più frequentate per fermarsi, passeggiare e mangiare all’aperto, ma custodisce anche una pagina dolorosa della storia locale. Il 13 ottobre 1919 il pastore Pupo Nunzio di Roio fu sorpreso da una violentissima bufera di neve insieme ai suoi figli e al cane. Anche la moglie, uscita successivamente a cercarli, perse la vita. Con loro morirono migliaia di pecore. Una scultura ricorda oggi la famiglia nel luogo della tragedia. Una vicenda che ricorda anche un aspetto da non sottovalutare quando si visita l’altopiano, in montagna il tempo può cambiare molto rapidamente, soprattutto nelle stagioni di passaggio.
Arrosticini da cuocere davanti alle montagne
Poi arriva uno dei rituali più conosciuti di Campo Imperatore, comprare gli arrosticini e cuocerli direttamente sulla brace. Nella zona di Fonte Vetica si trovano il Ristoro Mucciante e il Ristoro Giuliani, dove è possibile acquistare carne, formaggi e soprattutto i tradizionali spiedini di carne ovina abruzzesi. Gli arrosticini vengono comprati crudi e possono essere cucinati autonomamente sulle griglie disponibili nell’area. Più che un semplice pranzo, è diventato parte dell’esperienza di una giornata sull’altopiano: tavoli all’aperto, brace accesa e le montagne tutto intorno. Anche il Ristoro Mucciante nasconde una curiosità cinematografica, la struttura sarebbe stata inizialmente realizzata come scenografia per il film “Autostop rosso sangue”, prima di essere trasformata nell’attuale punto di ristoro.
Un gigantesco set cinematografico naturale
D’altra parte non è l’unico legame tra Campo Imperatore e il cinema. I suoi spazi aperti, le strade isolate e il paesaggio quasi desertico hanno trasformato più volte l’altopiano in un enorme set naturale. Qui sono state realizzate riprese di film come “Lo chiamavano Trinità” e “Continuavano a chiamarlo Trinità”, con Bud Spencer e Terence Hill, Il deserto dei Tartari e Così è la vita di Aldo, Giovanni e Giacomo. Anche la musica ha sfruttato questi paesaggi. Elisa ha scelto Campo Imperatore per il video di “Eppure sentire (Un senso di te)”, mentre i Negrita vi hanno ambientato quello de La tua canzone. Guardando quelle distese è facile capire perché.
Campo Imperatore, quando il viaggio è la strada
Si può arrivare per vedere il Corno Grande. Per camminare. Per mangiare gli arrosticini a Fonte Vetica o fotografare il riflesso delle montagne nel Lago di Pietranzoni. Ma probabilmente il ricordo più forte sarà un altro. Una strada che sembra non finire, le montagne davanti, qualche cavallo libero ai lati e nient’altro per chilometri. Campo Imperatore è uno di quei luoghi nei quali non serve necessariamente cercare qualcosa da vedere. A volte basta accostare, scendere dall’auto e guardarsi intorno.
Foto Magnific