Distributori a secco, lunghe code alle stazioni di servizio ancora operative e automobilisti costretti a girare alla ricerca di benzina e diesel. Si fanno sempre più evidenti anche a Bari le conseguenze della protesta dei lavoratori dell’ex Ilva di Taranto, che da lunedì bloccano gli accessi alla raffineria Eni, interrompendo gli approvvigionamenti di carburante e mettendo in difficoltà la rete distributiva.
In città diversi impianti hanno già esaurito le scorte, mentre quelli ancora riforniti devono fare i conti con un aumento delle richieste. C’è chi passa da un distributore all’altro prima di riuscire a fare benzina e chi, temendo di restare senza carburante nei prossimi giorni, decide di fare il pieno anche senza averne un’immediata necessità. Una corsa ai rifornimenti che contribuisce ad accelerare l’esaurimento delle disponibilità residue. Le difficoltà riguardano in particolare diverse stazioni della rete Enilive, alcune delle quali hanno già esposto cartelli con la scritta “Tutto esaurito”, ma vengono segnalati problemi anche in alcuni impianti Q8. Di conseguenza, gli automobilisti si concentrano sulle pompe ancora operative, con attese che rischiano di allungarsi ulteriormente e un tam tam che corre anche sui social nel tentativo di condividere le posizioni dei distributori che continuano ad essere riforniti.
All’origine dei disagi c’è la mobilitazione dei dipendenti dell’ex Ilva e delle aziende dell’indotto, giunta oggi al quinto giorno consecutivo. A Taranto proseguono i presidi lungo la statale 7 Appia, in direzione Massafra, e la statale 106 Jonica, verso Reggio Calabria, con blocchi della circolazione che si susseguono da lunedì e che vengono mantenuti anche durante la notte. La protesta interessa inoltre gli accessi alla raffineria Eni, con conseguenze che vanno ben oltre la viabilità tarantina. La sospensione degli approvvigionamenti sta infatti provocando difficoltà nella distribuzione di carburante in diverse aree della Puglia, con ripercussioni anche sul trasporto pubblico, sui servizi di raccolta dei rifiuti e sul traffico aereo. Intanto, questa mattina alle 8, i lavoratori di Acciaierie d’Italia e delle imprese dell’appalto si sono riuniti in assemblea nell’area della rotatoria della statale Appia. L’incontro, convocato da Fim, Fiom, Uilm e Usb, servirà a fare il punto sulla vertenza e a decidere se proseguire lo sciopero a oltranza e mantenere i blocchi stradali. La riunione arriva all’indomani del confronto che si è svolto a Bari, nella sede della Regione Puglia, concluso con la sottoscrizione di un documento condiviso da Regione, Provincia e Comune di Taranto e dai capigruppo del Consiglio regionale. Un passaggio accolto positivamente dalle organizzazioni sindacali, che chiedono garanzie sul futuro industriale dello stabilimento e sulla salvaguardia dei posti di lavoro.
Nel documento viene sostenuta la necessità di garantire la continuità produttiva dell’acciaieria, purché sostenibile e compatibile con la tutela della salute, attraverso un percorso di decarbonizzazione degli impianti. Le istituzioni territoriali sollecitano inoltre interventi straordinari del governo e il coinvolgimento diretto dello Stato per assicurare una prospettiva industriale e occupazionale. Un nuovo confronto è previsto per il 27 ottobre alle 17 a Palazzo Chigi, dove il governo ha convocato un vertice sull’ex Ilva al quale parteciperanno anche i sindacati. Nel frattempo, a Bari, la conseguenza più immediata della mobilitazione continua a essere visibile davanti alle pompe di benzina con automobilisti in fila, distributori senza scorte e nessuna certezza, almeno per ora, sui tempi necessari per il ritorno alla regolarità dei rifornimenti. Per la giornata di domani, sabato 17 ottobre, in molti raggiungeranno Taranto per unirsi alle proteste dei lavoratori. A partire dalle 17 partirà il corteo dal centro cittadino. Sono previsti bus anche da Bari.