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Bufera sulle tute cinesi per gli infermieri in Puglia: “Non proteggono dal rischio coronavirus”

Pubblicato da: redazione | Ven, 10 Aprile 2020 - 14:30
Coronavirus

“Le tute per il personale infermieristico non sono idonee”. La denuncia è di Saverio Andreula, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Bari.

“Ci raggiungono – si legge in una nota –  numerose segnalazioni con foto testimoniali, riferite alla distribuzione al personale infermieristico, medico e di supporto, operante nelle unità di cura dell’area Covit-19 dell’A.O.U. Policlinico di Bari e della ASL BA, di un modello di tuta da lavoro IWODE PROTECTION di provenienza cinese. La qualità del materiale cui è composta la tuta per le caratteristiche tecniche che descrive la confezione, documenta che la stessa è utilizzabile esclusivamente per la protezione meccanica e non già, com’è in obbligo, per la protezione da rischi di contaminazione biologica. Le tute – si legge ancora –  su indicate, assegnate in disponibilità del personale sanitario per le UU. OO. di degenza in area COVIT 19, per le caratteristiche che presentano, sono state utilizzate in Cina per le sole attività di sanificazione degli ambienti, poiché hanno le certificazioni (standard cinesi) di utilizzo proprio non sovrapponibili agli standard europei. Infatti, le tute in esame sono certificate (standard cinesi) per l’impiego in ambienti cui è necessario tutelare il lavoratore con materiale che presenta barriere meccaniche di protezione e come tali inutili ed efficaci per il contenimento del rischio biologico”.

Il modello non è stato certificato dall’Inail. Sulla confezione è scritto espressamente:  “E’ severamente proibito l’utilizzo in luoghi con stretto controllo di tasso di microbiologicità in area di isolamento per il controllo di pazienti con gravi patologie”.

L’Opi contesta quindi “l’assordante silenzio che accompagna la consegna delle stesse al personale sanitario cui viene nascosta la conoscenza delle caratteristiche e il rischio cui sottoposto nell’uso di un indumento di lavoro non conforme cui si aggiungono i calzari fabbricati in proprio con le “buste di immondizia”. Tanto premesso, si diffidano i “datori di lavoro” in indirizzo a consegnare in uso del personale sanitario impegnato nelle aree COVID-19 le tute in oggetto, con la richiesta di fornire ai lavoratori i DPI conformi alla legge che hanno le certificazioni di contenimento del rischio biologico e rispondono agli standard di legge”.

Sulla questione la Protezione civile della Puglia è intervenuta evidenziando la mancanza di tute di categoria 4 per rischio biologico e dando il via libera all’uso invece di queste altre tute di provenienza cinese. “Queste tute – si legge in una nota della Protezione civile – sono state certificate dalla Repubblica popolare Cinese con standard sovrapponibili a quelli in vigore in Italia”. Nella nota inoltre si evidenzia che in assenza di materiale idoneo, queste tute comunque proteggono il personale medico rispetto al non indossarle proprio, “offrendo –   si legge nella nota –  una barriera meccanica di protezione”. Da qui l’autorizzazione alla distribuzione nelle strutture sanitarie.

(foto repertorio)

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