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Amtab, storie di ordinario ritardo

Pubblicato da: Rosanna Volpe | Mer, 22 Marzo 2023 - 09:02
Amtab- stazione

BARI – E’ un normalissimo venerdì mattina. Borderline 24 – il Giornale di Bari – è alla stazione. Obiettivo? Ascoltare i fruitori dei servizi Amtab perché tra multe, aggressioni e promesse, sono loro a utilizzare gli autobus e sempre loro che ogni giorno ne misurano le condizioni. Sono studenti ma anche lavoratori che dalle periferie arrivano in centro. Vanno tutti di fretta. Perché sono quasi tutti già in ritardo.

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“Ogni mattina prendo il numero 4 che da Ceglie del Campo arriva in centro. Dovrebbe passare alle 7 e 5 ma arriva quasi sempre con 20 minuti di ritardo”. Ida è una studentessa. “Gli autobus sono sporchi e non funzionano e poi sono pericolosi”. “No – precisa – io non ho paura. Ma sentite cosa mi è successo”. Richiama l’attenzione delle sue amiche e prosegue: “Una volta ero in pullman con mia madre e mia sorella e ci siamo accorte che un uomo ci stava fotografando. Noi siamo scese dall’autobus e ci ha seguito. Ha continuato a farlo anche nei giorni successivi”. “Poi che cosa è successo?”, le abbiamo chiesto. “Poi ha preso un sacco di mazzate”, dice ridendo.

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Passiamo oltre. C’è Miriam con lei che non ha dubbi: “Il peggiore è il numero 10. Quello non passa mai. Abito a Madonnella e devo arrivare a Poggiofranco per andare a scuola”. Taglia corto la terza amica: “Nessun pullman arriva puntuale. Meglio il servizio scolastico. Almeno se arriva in ritardo, siamo giustificate a scuola”.

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E il problema non è solo la puntualità. Lo racconta la cronaca quotidiana.

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“Una volta un autista è stato aggredito. Sono intervenuto, ma ho rischiato di prendere botte anche io. Fanno tutti finta di non vedere perché hanno paura”. Michele ha 85 anni e con sé i ricordi di quando almeno anziani, donne e bambini erano al sicuro. Oggi non basta per tornare a casa senza un’aggressione subita e la paura negli occhi. “Io ho l’abbonamento” – prosegue Michele. “E’ giusto punire chi non paga il biglietto. Sono dei malandrini”. E sull’aumento di 10 centesimi sul biglietto, si alza un coro unico e condiviso: “Se non migliorano i servizi, il biglietto non può aumentare neanche di 1 centesimo”.

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Insomma l’Amtab è bocciata da tutti o quasi. Riusciamo a beccare le uniche voci fuori dal coro della mattina. Sono due lavoratori di San Severo. “Prendiamo il pullman per andare alla Stanic (n 7 e 17 ndr). Arriva puntuale”. Dopo 10 minuti ripassiamo e sono ancora qui. “Mi sa che dobbiamo ritrattare l’intervista” – dicono. Ma noi non abbiamo dubbi: siamo noi giornalisti a portare sfiga. Anche quando i servizi proprio non funzionano, quando è un miracolo tornare a casa incolumi, è un po’ colpa nostra che lo scriviamo.

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