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“Mio figlio è sempre stato molto intelligente e curioso! Ho sempre pensato che una volta iniziata la scuola sarebbe stato travolto da una serie di successi! E invece è proprio da quando è iniziata la scuola che mi trovo di fronte una serie di problematiche che prima per me erano sconosciute! È  disorganizzato nelle sue attività: in camera sua regna la confusione, il suo zaino è pieno di cose inutili mentre manca sempre qualcosa di indispensabile; confonde gli impegni di un giorno per quelli di un altro, dimenticandone alcuni importanti; si sente in ansia quando deve fare compiti scritti; ha scarsa capacità di concentrazione ed è facilmente distraibile; ha poca autostima, si arrende facilmente di fronte ad un compito; i suoi risultati scolastici sono scadenti o altalenanti (alcuni giorni va meglio di altri e addirittura  all’interno dello stesso compito riesce bene più all’inizio che alla fine), c’è una certa “discrepanza” tra la sua intelligenza generale e le più semplici abilità  scolastiche (lettura, scrittura e calcolo);si stanca presto.”

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Sono queste alcune delle problematiche che un genitore riscontra quando ha di fronte a sé un figlio con un così detto DSA, disturbo sempre più in crescita, con una prevalenza che oscilla tra il 2,5 e il 3,5% della popolazione in età evolutiva per la lingua italiana. È proprio l’aumento dell’incidenza che ci obbliga a non sottovalutare o nascondere la problematica, ma imparare a conoscerla e affrontarla.

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Per farlo dobbiamo partire dal quesito basilare: che cos’è un DSA?

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DSA sta per Disturbo Specifico dell’Apprendimento, una categoria di disturbi che si manifestano durante l’età evolutiva e riguardano lo sviluppo di abilità mai acquisite. “Specifici” perché sono circoscritti ad alcuni processi che sono indispensabili per l’Apprendimento. L’aspetto importante, che bisogna comprendere bene, è che questo tipo di disturbi non sono correlati ad una bassa intelligenza. Infatti per parlare di DSA il profilo cognitivo deve essere nella media, così come le capacità di socializzazione e relazione con il mondo circostante.

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I DSA NON sono quindi una malattia, non sono dovuti ad un deficit dell’intelligenza, non sono dovuti ad un deficit sensoriale (es. uditivi), non sono la conseguenza di un blocco psicologico, educativo o relazionale.

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Nello specifico i DSA comprendono:

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  • La dislessia, cioè disturbo della lettura;
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  • La disortografia, cioè disturbo della scrittura;
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  • La disgrafia, cioè disturbo dell’abilità grafo-motoria;
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  • La discalculia, cioè disturbo nelle abilità di numero e di calcolo.
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Che fare quando si ha un sospetto di DSA? Innanzitutto si osserva il bambino con più attenzione, si cerca di capire se altre persone in famiglia hanno avuto difficoltà simili in quanto potrebbe esserci una componente ereditaria, si analizzano le tappe evolutive e, soprattutto, è fondamentale un confronto tra genitori e insegnanti in quanto sono loro ad avere esperienza a riguardo ed è un loro dovere individuare gli allievi che non seguono le tappe di apprendimento come gli altri. In particolare gli insegnanti potrebbero notare vari fattori come: lettura poco fluente o con errori, problemi nel ricordo o nella comprensione di un brano, scrittura con una grafia poco comprensibile o con errori ortografici, difficoltà ad imparare le tabelline o a sviluppare semplici calcoli a mente o scritti, facile distraibilità, rifiuto di leggere o scrivere.

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È importante specificare che non tutti i bambini che hanno un disagio e/o uno scarso rendimento scolastico hanno un DSA, in quanto, a questo risultato, potrebbero influire fattori interni (come motivazione, stati d’animo, distraibilità sociale), fattori esterni (come problematiche familiari), deficit sensoriali e neurologici.

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I DSA non coinvolgono soltanto l’aspetto scolastico o cognitivo ma anche l’area emotivo-relazionale, in quanto può essere presente un disagio socio-emotivo. È proprio per questo motivo che è importante una diagnosi precoce. Infatti chi ha un DSA non riconosciuto può ridurre il livello di autostima e aumentare il rischio di disturbi psicologici (ansia, disturbi del comportamento, profondo senso di inadeguatezza) che posso essere una delle conseguenze, e non cause del DSA, demotivarsi e disinvestire energie in ambito scolastico, sperimentare nuovi insuccessi che alimentano ancor più il suo senso di inadeguatezza fino ad assumere un atteggiamento di rinuncia.


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