Pisicchio: Trenta milioni per indennità di tirocinio

    643

    “Snellire le procedure, rivedere i meccanismi di ripartizione di spesa tra le Ats, le Associazioni temporanee di scopo e prevedere misure di incentivi e di compensazione per chi spende bene e chi invece non riesce a centrare gli obiettivi richiesti dal programma”.\r\n\r\nSono alcune delle richieste illustrate dal presidente della VI Commissione, il consigliere regionale de La Puglia con Emiliano Alfonso Pisicchio, nel corso dell’audizione dell’assessore Sebastiano Leo sulla misura Garanzia Giovani, un tema molto dibattuto nelle scorse settimane per i ritardi nei pagamenti e nelle attivazioni.\r\n\r\n“Il governo e le strutture regionali – spiega Pisicchio – hanno mostrato su questi temi una buona apertura perché credo che sburocratizzare le procedure debba essere una priorità delle istituzioni quando si parla di disoccupazione e di politiche giovanili. Occorre creare meno barriere per permettere un più rapido inserimento nel mondo del lavoro. E sono molto soddisfatto per l’annuncio dell’assessore, i 30 milioni di euro a favore dell’indennità di tirocinio, indispensabili per centrare l’obiettivo di base di Garanzia Giovani: professionalizzare i ragazzi e offrire concretamente una possibilità di permanenza nel mondo del lavoro, soprattutto per per quelli in cerca di una prima occupazione”.\r\n\r\n“I numeri, aggiornati al 30 marzo scorso e presentati dall’assessore Leo – aggiunge Pisicchio – sono sicuramente molto buoni: su 80758 iscritti sono stati convocati per il primo colloquio 79514 giovani e in 50.006 hanno stipulato il patto di servizio. Ma su due dati occorre però riflettere: un preoccupante 27 per cento di giovani non si è presentato al primo colloquio di orientamento e il 10 per cento del totale dei chiamati è risultato poi sprovvisto dei requisiti richiesti per partecipare al programma Garanzia Giovani. Proprio da questi due aspetti emerge quindi – conclude il presidente della VI Commissione – la necessità di rendere meno farraginose le procedure di iscrizione. Perché una burocrazia complessa e poco chiara allontana i cittadini, ma soprattutto i giovani”.


    © RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

    ConfagricolturaBari
    CattolicaBari

    LASCIA UN COMMENTO:

    Scrivi il tuo commento
    Il tuo nome qui