BARI – Seggi e uffici elettorali senza vigili. A disporlo la questura di Bari, tra le proteste delle organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil. Che, in risposta, hanno diffidato l’amministrazione dall’utilizzo della polizia municipale in tutte le operazioni di ordine pubblico, dai controlli sui bus dell’Antab ai presidi in piazza Moro e piazza Umberto. “Apprendiamo – scrivono in una nota – che la questura ha disposto  la revoca dei servizi di vigilanza ai seggi elettorali in concorso per il personale della polizia municipale di Bari. E’ del tutto paradossale che il Ministero a ridosso della tornata elettorale referendaria del 17 aprile assuma una decisione tale, rischiando di mettere in crisi l’intera programmazione, già definita ed avviata, dell’organizzazione elettorale del Comune di Bari”. I sindacati evidenziano anche i maggiori costi che lo Stato dovrà sopportare per sostenere le indennità di trasferta e fuori sede del personale della polizia. “Appare anche strano – si legge ancora nella nota –  che lo stesso Ministero dimentichi che da sempre il personale della polizia locale espleta servizi, disposti all’interno dei tavoli dei comitati per la sicurezza e l’ordine pubblico, a cui si cerca di dare una veste giuridica diversa nonostante siano veri e propri servizi di ordine pubblico. In tal senso è appena il caso di rammentare alcuni dei compiti svolti – proseguono i sindacati –  in forma diretta e non ausiliaria, dai vigili: scorta dei mezzi Amtab;  presidio fisso sulle piazze Moro e Umberto; presidio della mensa dei poveri in piazza Moro e Maria Teresa di Calcutta; presidio presso ex Set. Tutti servizi svolti in eterna solitudine dai vigili”.

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I sindacati hanno quindi inviato una nota al sindaco Antonio Decaro diffidando dall’impiego dei vigili in tutti i servizi dove gli agenti svolgono mansioni di ordine pubblico e chiedono un incontro urgente per rivedere il fabbisogno elettorale del Comune di Bari. “In mancanza – concludono –  saranno poste in essere forme di protesta significative, anche con la riconsegna di tutti i dispositivi in dotazione agli operatori della polizia municipale con la conseguente proclamazione dello stato di agitazione”.

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Intanto in tantissime scuole di tutta la Puglia gli studenti sono tornati ad affermare nuovamente il loro #si al referendum contro le trivelle con striscioni, volantinaggi e foto petizioni.  “Il voto del 17 è un fondamentale strumento attraverso il quale avviare una nuova discussione sulla democrazia e sul modello energetico del nostro paese – dichiara Arianna Petrosino dell’Uds Puglia –  È necessario votare Si per lanciare un messaggio alle istituzioni per costruire sin da subito un nuovo modello di sviluppo basato su fonti ecosostenibili e lasciarsi alle spalle quelle ormai obsolete e dannose per l’ambiente”.
Bif&st 2019 Bari
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