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Il pianto è il primo strumento comunicativo che il neonato utilizza quando entra a far parte della vita. Il neonato non parla, per lo meno non subito ma ha bisogno di vivere, di apprendere, di conoscere prima di farlo e i genitori hanno bisogno di tempo per imparare ad interpretare i suoi sguardi e i suoi suoni. Questo non è un ostacolo insormontabile per riuscire a capire, anche senza i loro racconti, cosa riescono a percepire attraverso i sensi questi esserini così piccoli.\r\n\r\nPer ovviare al problema “mancanza di informazioni dirette” vengono messe in atto altre modalità di indagine; ad esempio per indagare la percezione visiva si pone uno stimolo sul campo visivo del piccolino: se rivolgerà lo sguardo allo stimolo, interrompendo attività in corso (come la poppata), vorrà dire che percepisce quello stimolo. È possibile, inoltre, misurare i tempi di fissazione di questi stimoli: se il neonato fissa per tempi diversi due diversi oggetti si potrà affermare che li percepisce come differenti.\r\n\r\nÈ applicando questi metodi che si è potuto constatare che il bambino, fin dalla primissima età, riesce a discriminare a livello globale i colori diversi tra di loro. Ad esempio è stato visto che già a 15 giorni riescono a seguire con lo sguardo una macchia di luce gialla che si sposta su uno sfondo verde. A tre mesi riescono a fissare più a lungo un pezzo di carta gialla rispetto a uno grigio e a 4 mesi hanno anche delle preferenze di colore, andando dal giallo al bianco, fino ad arrivare al rosa, al violetto, rosso, nero e così via.\r\n\r\nPer ciò che riguarda la percezione delle forme è stato visto che i lattanti fissano per più tempo la figura umana rispetto ad altre figure.\r\n\r\nLa percezione dello spazio è stata indagata attraverso l’esperimento del “baratro apparente”: i bambini di pochi mesi, non ancora in grado di camminare, venivano posti su una lastra di vetro che collegava due pavimenti separati da un precipizio. È stato visto che anche con la presenza della mamma, che dall’altra parte li incitava a gattonare verso di sé, i bambini non si dirigevano verso il precipizio, a conferma del fatto che hanno già da piccoli la percezione della profondità.\r\n\r\nA livello olfattivo è stato visto che il neonato reagisce ad alcuni odori, in particolare all’ammoniaca e all’anice; inoltre discrimina l’odore della mamma da quello di una sconosciuta già nella prima settimana di vita.\r\n\r\nAnche rispetto al gusto ci sono delle preferenze: discrimina il dolce e il salato preferendo le sostanze zuccherine a quelle salate.\r\n\r\nLa percezione del neonato non si limita ad aspetti oggettivi come forme, gusti e colori. È stato dimostrato che già dopo pochi giorni di vita il bambino discrimina la voce della mamma da quella di una sconosciuta e mentre piange o si agita può calmarsi sentendo suoni ritmici, ad esempio il battito cardiaco. Inoltre già a 3 mesi i bimbi sono capaci di percepire le emozioni di mamma e di papà.. e non solo! Durante il sonno infatti al suono di voci conosciute si attiva la corteccia temporale e la regione limbica risponde con forza in particolare a suoni negativi o tristi.\r\n\r\nQuindi state bene attenti! Questi esserini così piccoli non parlano ma comprendono tutto! L’unica cosa che non riescono a fare è rispondere!


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