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Tra gli ospiti più attesi di questo COMICON2016, c’è sicuramente Don Rosa, storico autore disneyano, padre di uno dei classici più amati dal pubblico: La saga di Paperon de’ Paperoni (Life of Scrooge).\r\n\r\nErede di Carl Barks, Don Rosa ha realizzato una ricostruzione accurata della biografia del papero più ricco del mondo nel volume a fumetti edito per la prima volta dalla Egmont nel 1991 e ora riproposto in Italia in una nuova versione supervisionata personalmente dall’autore.\r\n\r\nInterrogato sulle sue radici e sull’esordio della sua carriera di fumettista, Rosa ha raccontato al pubblico del COMICON parte della sua storia, a partire da quando, da bambino, leggeva gli albi di Zio Paperone disegnati da Carl Barks e collezionati dalla sorella maggiore, sino alla sua laurea in ingegneria civile, al lavoro nella fabbrica di famiglia e alla rottura con la Disney e l’inizio della sua collaborazione con la casa editrice danese Egmont, per cui scrisse la saga.\r\n\r\nL’amore per il personaggio, maturato durante la lettura degli albi di Barks, lo spinse, negli anni Novanta, a un vero e proprio studio di tutte le storie disegnate dal suo predecessore, alla ricerca di dettagli utili alla ricostruzione dell’infanzia di Paperone e delle vicende che lo portarono a accumulare la ricchezza che noi tutti conosciamo. Tanta è la sua passione, che non ha mai smesso di revisionare e perfezionare la sua opera, soffermandosi su ogni minimo dettaglio: dal colore del cappello di pelliccia del giovane Paperone nel Klondike agli effetti sonori nelle traduzioni.\r\n\r\nCi sono, tuttavia, dei segreti che Rosa non è disposto a rivelare, la cui soluzione è lasciata alla fantasia dei lettori: cosa c’è scritto nella lettera che Paperone riceve da giovane, cosa succede nella capanna in mezzo alla neve dove rimane in compagnia di Doretta Doremì, qual è la storia di Qui, Quo e Qua?\r\n\r\nDi certo La Saga di Paperon de’ Paperoni ha il merito aver definito, con uno stile adulto, il cursus honorum di uno dei personaggi Disney più famosi di sempre, raccontando luci e ombre del sogno americano, senza temere di affrontare temi drammatici, come la povertà, l’abbandono e la morte in un fumetto destinato anche ai bambini.\r\n\r\nInfine, Don Rosa ci lascia con delle note personali sul suo innato istinto del racconto, che lo portò fin dai primi anni della sua infanzia a riempire interi quaderni di disegni e sul suo amore per il fumetto, che lo ha spinto negli anni a mettere in piedi una collezione infinita di letteratura illustrata, accumulando ricordi negli oggetti, un po’ come Paperone nel suo deposito.\r\n\r\n 


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