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BARI – Dieci cause civili già avviate in Tribunale in pochi giorni, altri 500 azionisti pugliesi pronti a dare battaglia legale alle banche Popolari. E un esposto penale pronto ad essere depositato nelle diverse Procure pugliesi. E’ cominciata la rivolta delle associazioni dei consumatori e dei piccoli risparmiatori contro Banca Apulia, Veneto Banca, Banca Popolare di Bari, BancApulia, Popolare di Vicenza, Popolare di Puglia e Basilicata e tutti gli altri istituti di credito che  “stanno azzerando azioni e obbligazioni subordinate provocando la perdita dei risparmi”.

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 Ieri mattina i rappresentati regionali di Codici, Adusbef e Confconsumatori hanno incontrato i piccoli azionisti delle diverse banche Popolari per spiegare com’è possibile agire per dare vita ad una sorta di azione giudiziaria collettiva. “Quattro banche – hanno spiegato Canio Trione presidente di Codici, Antonio Pinto di Confconsumatori Puglia e Vincenzo Laudadio di Adusbef Puglia – hanno azzerato 130mila titolari di azioni e obbligazioni subordinate, Veneto Banca con Bancapulia e Popolare Vicenza hanno praticamente azzerato rispettivamente 88mila e 117mila azionisti, Popolare di Bari ha deprezzato del 21% il valore delle azioni per 69mila risparmiatori, Popolare di Puglia e Basilicata ha deprezzato di quasi il 14% il valore dei titoli per 39mila soci e anche gli azionisti di alcune Bcc non riescono a vendere le azioni detenute”.

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“Oggi, vista la grave situazione nella quale i risparmiatori baresi e pugliesi si trovano, è necessario mostrare a tutti quali sono gli strumenti migliori per tutelarsi e reagire. Perché anche i piccoli azionisti lesi hanno a disposizione dei mezzi per difendersi dalle banche, come ad esempio rivolgersi alle associazioni dei consumatori e intraprendere azioni legali” spiega Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori Puglia.

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“Solo un anno fa ogni azione valeva circa 40 euro – continua Pinto – è assurdo che solo nell’ultimo periodo Veneto Banca abbia bruciato circa 5 miliardi di euro. I risultati delle ispezioni condotte dalla Bce, da Banca d’Italia e dalla Consob, conclusesi con censure e multe a carico di Veneto Banca, comprovano che sono state commesse varie irregolarità, sia nella vendita delle azioni sia nella rappresentazione pubblica della solidità finanziaria della banca”. “Esaminando circa 500 posizioni di risparmiatori in Puglia – conclude Pinto – abbiamo verificato vari casi di violazioni di legge. Molto spesso, ad esempio, sono state vendute azioni ad alto rischio, che richiedono particolari competenze professionali e tecniche da parte di chi le sottoscrive. Purtroppo, però, sono state fatte firmare a clienti che non possedevano assolutamente tali competenze.”

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Quali potrebbero essere, quindi, le soluzioni per i risparmiatori? “In questi casi l’unità fa la forza. Più sono i risparmiatori che intraprendono insieme un’azione legale contro le banche e meglio è”, dice Vincenzo Laudadio di Adusbef Puglia. “Una delle soluzioni – prosegue – può essere l’iscrizione alle associazioni di consumatori che possono verificare la sussistenza delle condizioni per intraprendere, eventualmente, azioni legali contro le banche, sia sotto il profilo civile che penale. Noi – continua Laudadio – proponiamo anche soluzioni  legislative, politiche e legali. Come, ad esempio. introdurre dei prospetti chiari e comprensibili per tutti, imporre sanzioni penali effettive per i dirigenti bancari che contribuiscono ai crack. Riteniamo che il mercato finanziario, così com’è, non va. Ed è necessario modificarlo. A partire proprio dagli organi di vigilanza e dalla applicazione delle leggi”.


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