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Fibronit, presentato il progetto esecutivo: la bonifica in autunno

Pubblicato da: Samantha Dell'Edera | Mer, 22 Marzo 2023 - 09:35
L'ex fabbrica d'amianto nel rione Japigia

I tempi sono stati rispettati e sulla scrivania della ripartizione Ambiente è arrivato il progetto esecutivo dell’Ati guidata dalla Teorema che si è aggiudicata i lavori di bonifica della Fibronit. Ora il progetto sarà valutato dall’amministrazione ed approvato dalla giunta:  entro l’autunno, salvo intoppi, il cantiere sarà aperto. Si tratta di un intervento atteso dal comitato Fibronit e dai residenti di Japigia e di Madonnella, perché l’ex fabbrica d’amianto, fondata nel 1935, è stata attiva per 50 anni nel cuore di Bari e ha provocato più di 350 morti per mesotelioma pleurico.rnrnI precedentirnrnCon l’amministrazione Emiliano e sotto l’allora assessore all’Ambiente Maria Maugeri è stato realizzato il primo intervento di bonifica, iniziato nel 2005 e conclusosi il 21 giugno del 2007. I  capannoni sono stati svuotati dalle mura e dalle tettoie e sono stati rimossi 900mila chili di amianto.rnrnSubito dopo è cominciata la trafila per la seconda bonifica, quella definitiva. Il progetto ha ottenuto il via libera del Ministero e il finanziamento di  11 milioni di euro della Regione: prevede in 750 giorni la demolizione dei capannoni e la frantumazione delle macerie. Tutto sarà tombato, rinchiuso anche in muri di contenimento interrati.rnrnPubblicato il bando, l’aggiudicazione è stata tortuosa a causa di ricorsi su ricorsi. A distanza di tre anni di burocrazia e aule di tribunale, l’amministrazione, guidata dal sindaco Antonio Decaro, ha deciso di procedere ugualmente all’aggiudicazione definitiva all’Ati con capogruppo Teorema, che ha presentato un’offerta di 9 milioni e 800mila euro.rnrnI lavori dureranno poco più di due anni. Terzo step? Il grande parco dedicato alle vittime dell’amianto.rnrnEx GasometrornrnConclusa la seconda fase degli interventi di bonifica dell’ex Gasometro, anche in questo caso non sono mancati intoppi durante i lavori, dal ritrovamento di ordigni bellici fino al rinvenimento di amianto nel sottosuolo. Ora la parola passa alla Regione che deve valutare lo stato di inquinamento della falda sotterranea. Solo con il via libera della Regione si potrà chiudere tutto e mettere la parola fine anche alla bonifica del suolo di corso Mazzini, dove sarà realizzato un parco.

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