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Trasparenza, pluralismo e partecipazione. Dopo dieci ore di discussione il Consiglio comunale ha approvato il regolamento per i contributi per le attività culturali e di spettacolo.

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Si tratta di un passaggio importante, che mira a garantire maggiore equità nella distribuzione dei fondi alle associazioni culturali, con la possibilità anche di prevedere budget per progetti di singoli cittadini.

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Il regolamento è stato il frutto del tavolo tecnico, coordinato dall’assessore alle Culture Silvio Maselli, al quale hanno partecipato rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Legacoop, Confcooperative, Agis e il Distretto regionale delle industrie culturali e creative Puglia creativa.

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“Con questo atto – commenta l’assessore alle Culture Silvio Maselli – la città di Bari si dota di un regolamento trasparente ed efficace, che sostituirà il precedente, datato 1999 e ormai inadeguato a rispondere alle mutate esigenze della platea degli operatori culturali e del pubblico”.

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Adesso il Comune potrà mettere a bando già da fine agosto le prime risorse, 230mila euro, per sostenere le attività svolte nel corso del 2016 da operatori culturali e associazioni. “Confermo inoltre quanto già annunciato ieri nel corso del dibattito: la disponibilità del sindaco e mia personale a convocare – conclude –  entro la fine di agosto, un tavolo al quale saranno invitati i consiglieri di maggioranza e opposizione per discutere alcune delle modifiche indicate negli emendamenti poi ritirati, che potranno essere inserite in una nuova versione del regolamento da sottoporre nuovamente al vaglio del Consiglio”.

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I punti del nuovo regolamento:  

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  • si rivolge a tre tipologie di soggetti: le imprese consolidate (o le aggregazioni di associazioni e imprese che, da sole, non raggiungano i requisiti) che abbiano progetti di natura triennale; le associazioni culturali o le imprese che abbiano progetti da svolgere entro l’anno; le start up associative o di impresa che sebbene appena nate, abbiano progetti culturalmente interessanti.
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  • divide gli ambiti di interesse in due famiglie: le attività di spettacolo (musica, teatro, danza, cinema, spettacolo viaggiante e arti performative) e le attività culturali (arti visive, letterarie, audiovisive, grafiche e laboratoriali).
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  • dà mandato all’amministrazione di impegnare risorse e di orientare la spesa verso ambiti culturali ampi, ma specifici, entro il 30 novembre dell’anno precedente a quello di interesse impegnando altresì gli uffici a pubblicare l’avviso di erogazione delle risorse entro il mese successivo, così da permettere un’adeguata programmazione culturale in città.
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  • consente all’amministrazionedi mantenere una piccola percentuale del 5% sul capitolo relativo ai contributi, per iniziative di evidente interesse pubblico, che nel corso dell’anno dovesse rendersi necessario sostenere o attrarre in città.
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  • stabilisce dei criteri chiari per accedere alle convenzioni triennali.
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  • prevede regole precise per iscriversi all’Albo comunale degli operatori culturali.
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  • prevede che ciascun soggetto possa far domanda per un solo progetto culturale, così da favorire il necessario pluralismo.
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  • a tutela della terzietà e trasparenza, istituisce una commissione composta dal dirigente della ripartizione che eroga le risorse e da due membri esterni – di comprovata competenza ed esperienza – scelti da un apposito albo che andrà predisposto.
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  • stabilisce i criteri di valutazione delle domande e i sotto fattori di riferimento, così da impedire avventurose valutazioni, dando uno specifico peso alla qualità delle proposte (20pt), alla capacità operativa dei proponenti (20pt), alla sostenibilità e alla capacità di collaborare con altri soggetti per favorire le aggregazioni e impedire la frammentazione (25pt), alla congruità del contributo rispetto al progetto presentato (15pt) e alla dimensione quantitativa (20pt) allo scopo di favorire la capacità di realizzare attività culturali serie, finanziate anche da altri enti o dallo sbigliettamento.
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  • prevede criteri diversi per le start up che non possono contare su capacità di rete e di sostenibilità ampie, come accade ai soggetti più consolidati. I contributi non potranno in ogni caso essere superiori all’80% del disavanzo, percentuale che scende al 60% nel caso di convenzioni triennali.
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  • dispone che entro 45 giorni dalla scadenza dei bandi gli uffici siano in grado di pubblicare le graduatorie ed erogare le risorse, senza anticipi, ma con pagamenti a rendicontazione entro massimo 60 giorni.
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  • consente le rimodulazioni dei progetti presentati nella misura massima del 50%, così da consentire di realizzare in ogni caso i progetti, anche laddove il contributo comunale sia più basso delle aspettative.
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  • prevede che gli operatori si obblighino a realizzare cartelloni unici e a investire almeno il 15% dei loro budget nella comunicazione dei progetti.
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  • disciplina in modo innovativo la concessione di spazi comunali per la realizzazione di progetti culturali e la concessione di patrocini che potranno, da ora innanzi, essere concessi dal sindaco, dagli assessori, dalla commissione consiliare competente a maggioranza e dai presidenti di Municipio.
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  • prevede regole stringenti per le rendicontazioni e i controlli, a tutela dei lavoratori e degli artisti coinvolti nei progetti culturali e finalmente impedisce di portare in rendicontazione spese davvero bizzarre.
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  • istituisce per la prima volta un Osservatorio, che favorisce la partecipazione dei soggetti organizzati e non impedisce la partecipazione anche di soggetti non organizzati, con il compito di accompagnare l’Amministrazione nel monitoraggio e nell’analisi degli effetti del Regolamento stesso e di condividere le politiche culturali anche al fine di migliorare gli avvisi che saranno via via pubblicati.
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  • introduce una sperimentazione innovativa che, una volta reperite le necessarie risorse, consentirà di prevedere un “budget culturale” da assegnare direttamente ai cittadini invece che agli operatori economici del settore. Toccherà alla giunta stabilire modi e tempi di tale sperimentazione.
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