“Consapevole oggi dei disagi, dei problemi, dei drammi familiari, però, il governo potrebbe cogliere l’occasione, come invita Tuttoscuola, per dare una svolta alla scuola meridionale, marcata dall’altissima dispersione e da «scadenti risultati nei test Invalsi e Pisa». Alla larga dall’assistenzialismo, ma vale davvero la pena di tener aperte le scuole meridionali, incentivare il tempo pieno, puntare sull’istruzione. Soprattutto nelle aree a rischio”.

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Si conclude così l’articolo di Gian Antonio Stella pubblicato oggi sul Corriere della Sera. Una fotografia della situazione demografica che non deve lasciare spazio a lettura superficiali. Ne parlo come donna del Sud che guarda al futuro del Paese e che vive in prima persona le angosce di un popolo che vuole dare un contributo reale all’economia e allo sviluppo di questa Italia sempre più divisa! È proprio il Sud che può fare la differenza ma deve dare un grande segnale di maturità. Anche i temi e le emergenze di questi anni ci insegnano che là dove abbiamo voluto rinunciare ai campanilismi per fare progetti di cooperazione e utilizzare bene e fino in fondo le risorse economiche dei fondi europei, il riscatto morale e materiale c’è stato. Non possiamo aspettare le proposte degli altri e dalla scuola può partire una grande opportunità che incroci i bisogni del Mezzogiorno utili per l’intero Paese. La Scuola delle mille autonomie deve fare massa critica per ampliare il tempo scuola anche dove gli Enti Locali sono assenti. Non assistenzialismo ma proposta e verifica a breve e medio termine. Un’Italia forte con una grande scuola per formare giovani pronti per il lavoro e la crescita culturale. La Cisl Scuola c’è!

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