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“I tecnici hanno fatto i controlli nel plesso accanto, che ospitava l’aula magna, giudicandolo poco sicuro. Ora l’hanno chiuso e io non ho più un’area in cui ospitare gli eventi d’istituto”. Le parole di Giacomo Mondelli, preside dell’istituto tecnico economico e linguistico Romanazzi in via Celso Ulpiani, spiegano bene il difficile ritorno sui banchi per i 700 alunni del liceo che da quest’estate non hanno più a disposizione un’aula per riunire più classi durante gli eventi.\r\n\r\nIl plesso che ospitava l’aula magna chiuso dall’estate\r\n\r\nIl plesso adiacente all’istituto, l’ex Elena di Savoia, è infatti stato chiuso da luglio dalla Città metropolitana perché i soffitti non avevano superato le prove di sforzo sotto carico e quindi erano a rischio crollo. Da allora nessuna risposta sui tempi di riapertura del plesso e nessuna soluzione alternativa concessa al preside, nonostante le tante lamentele agli uffici preposti. “Ormai chiamo ogni settimana – spiega Mondelli – per chiedere almeno che mi concedano un’aula nell’ala ancora agibile dell’edificio, che al momento è occupata totalmente dagli alunni dell’istituto Perotti. Il vecchio spazio lo dividevamo a metà, ora non capisco perché in questa situazione di ristrettezza dobbiamo sacrificarci solo noi”. Negli scorsi anni infatti le aule al piano inferiore del plesso erano a disposizione del Romanazzi, mentre quelle superiori ospitavano alcune classi dell’istituto alberghiero, che ora sono state trasferite nelle (poche) aule ancora agibili dell’ex Elena di Savoia.\r\n\r\n

\r\n\r\n”Così si fa un danno non solo al Romanazzi – denuncia il preside – ma a tutta la Regione”. Le aule al piano terra ospitavano infatti anche altri istituti sul territorio pugliese che avevano bisogno di spazi per eventi didattici. Era qui ad esempio che si tenevano le lezioni dell’Università della terza età. “Ora di certo non posso sistemare persone di una certa età nei banchi per ragazzi”, lamenta Mondelli. “Dovremo rinunciare a questa opportunità per chissà quanto tempo, visto che ad oggi non c’è nessuna informazione riguardo la durata dei lavori”.\r\n\r\nI bagni rotti nell’istituto e i muri “delicati”\r\n\r\nSe il plesso dell’ex Elena di Savoia è pericolante, non è esente da problemi neanche lo stesso edificio che ospita l’istituto Romanazzi. Il prefabbricato, che risale a più di 60 anni fa, ha infatti dei muri molto sottili, che si rompono facilmente. “Lì basta davvero che uno si giri di scatto con la cartella per bucarli – ironizza il preside -, fortunatamente li ripariamo abbastanza in fretta, così come i pannelli dei soffitti quando iniziano a staccarsi”. Finora, fortunatamente, nessuno si è però fatto male.\r\n\r\n \r\n\r\nI disagi per gli studenti proseguono poi con il sistema delle tubature, ormai vecchio, che tende ad intasare gli scarichi dei bagni, rendendoli inagibili. Un problema che si ripresenta anche 3-4 volte al mese. E a poco servono le segnalazioni del preside alla Città metropolitana, visto che dopo ogni intervento di manutenzione tutto ritorna come prima. Servirebbe infatti un rifacimento completo dell’impianto. Quando poi i bagni si allagano nuovamente al personale amministrativo non rimane che fare una cosa: posizionare il cartello “guasto” sulla porta e invitare gli alunni ad usufruire del bagno docenti e viceversa.


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