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“Ad otto anni dall’inizio di una crisi economica mondiale, la situazione sul territorio barese, per quanto riguarda il settore metalmeccanico – spiega Gianfranco Micchetti Segretario Generale FIM Cisl Bari – non è catastrofica ma non ci permette di abbassare il livello di guardia sul futuro e sul destino di migliaia di famiglie che vivono dal reddito proveniente dal nostro tessuto produttivo e metalmeccanico. In questi anni sono stati utilizzati tutti gli ammortizzatori sociali previsti dalla legge (cassa integrazione ordinaria, straordinaria, mobilità e contratti di solidarietà), che complessivamente hanno evitato una deriva sociale ed economica, i cui impatti occupazionali sarebbero stati sicuramente più pesanti.La situazione attuale si presenta a macchia di leopardo con luci e d’ombre che versano sul nostro tessuto produttivo.Le aziende che non sono riuscite a superare l’impatto della crisi, sono quelle che sostanzialmente non hanno creduto nel loro prodotto, nel loro mercato e che hanno smesso di investire nelle loro know – how e nelle loro capacità.Le aziende che invece possono guardare ad un futuro con una certa prospettiva sono quelle che hanno continuato ad investire anche durante il periodo di crisi. Allo stato attuale vi sono ombre su aziende grandi come:

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la Bosch che è in regime di solidarietà fino a settembre 2017, e per la quale stiamo chiedendo da tempo l’arrivo di nuovi prodotti, per scongiurare eventuali altri esuberi, in mancanza di tali risposte la situazione potrebbe diventare davvero molto pesante.

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Oerlikon Graziano che ha attivato una procedura di mobilità dopo molti anni, al termine della quale ci aspettiamo che l’azienda mantenga gli impegni presi sul piano industriale, un’anno fa rivolti al rilancio del sito barese.

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Il Nuovo Pignone, azienda leader nel settore dell’estrazione petrolifera, controllata dal colosso americano General Electric, potrebbe avere a lungo periodo qualche flessione principalmente legata alla persistente crisi del prezzo del petrolio.

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Ac Boilers (ex Ansaldo Caldaie di Gioia del Colle) che attualmente è in regime di cassa integrazione straordinaria a causa dei ritardi sul piano industriale presentatoci e concordato nel 2014, dove è previsto a breve un incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico per la verifica dello stesso.

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Poi vi sono situazioni più chiare e trasparenti rispetto al futuro e alla prospettiva come:

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Getrag multinazionale tedesca specializzata nel settore delle trasmissioni, controllata dalla multinazionale canadese Magna, che avendo effettuato investimenti anche durante il periodo di crisi, e dove ne sono previsti altri nei prossimi mesi, mira all’allargamento e al rilancio del sito produttivo puntando su una nuova generazione del prodotto.

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Magneti Marelli che pur avendo firmato un contratto di solidarietà qualche giorno fa per motivi congiunturali, può guardare ad un futuro più sereno avendo effettuato investimenti sul nuovo prodotto (motore elettrico) che partiranno nel corso dell’anno prossimo.

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Ex Om Carrelli Elevatori dove siamo in attesa della reindustrializzazione del sito produttivo che assicurerà nei prossimi mesi la ricollocazione di tutti i lavoratori, grazie agli accordi sindacali presi e grazie alla rilevazione dell’opificio industriale da un fondo d’investimento americano, dove sarà prodotta un’autovettura fatta da una scocca con materiale innovativo (polipropilene e fibre di vetro). A tal proposito siamo in attesa della convocazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico per la pronuncia di Invitalia (agenzia governativa che si occupa dell’erogazione degli investimenti pubblici), che sbloccherà la prima trance di investimenti.


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