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Gli esperti avevano avvertito: la “sputacchina” non si fermerà se non vengono immediatamente adottate misure di prevenzione. E così è stato: mentre Regione e governo nazionale litigano sui provvedimenti da prendere e un’inchiesta penale cerca di capire se ci sono eventuali responsabilità nella diffusione della malattia, l’insetto vettore è ormai alle porte di Bari. La Xylella fastidiosa che sta “ammazzando” centinaia di ulivi in Salento è stata individuata nella zona di Rosa Marina, la conferma è arrivata dalle analisi svolte su un albero che si era ammalato.

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Questo significa che la Xylella sta avanzando in maniera rapida, considerando che l’ultimo focolaio era stato scoperto a circa 50 chilometri di distanza. Gli agricoltori baresi sono già in allarme e temono di pagare le stesse conseguenze dei loro colleghi salentini, alle prese con la Xylella da ormai un paio di anni. Ancora non è stata individuata una soluzione “maestra”: inizialmente era stato redatto un piano di abbattimento di tutte le piante ammalate e di quelle che si trovano a 100 metri da quelle infette, ma questo intervento – chiesto dall’Unione europea e studiato dall’allora commissario delegato del governo per l’emergenza, Giuseppe Nicola Silletti – non è mai stato attuato anche per l’intervento della magistratura. La Regione Puglia sostiene che gli abbattimenti non siano necessari, il governo nazionale – invece – la pensa diversamente. Nell’indecisione più totale, la Xylella avanza.


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