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Con una circolare recapitata dalla Prefettura a tutti i Comuni a poche ore dell’apertura dei seggi, il Ministero dell’Interno riduce del 60 per cento le risorse destinate a sostenere le spese organizzative della consultazione referendaria sulla riforma costituzionale del 4 dicembre.\r\n\r\nLa denuncia è dell’Anci Puglia. “Una vera e propria batosta per tutti i Comuni costretti a fronteggiare una spesa non prevista – scrive in una nota –  I tagli si aggirano attorno al 60 per cento e pongono fuori legittimità le adozioni degli atti per la consultazione referendaria. Il provvedimento emesso dopo il termine utile per effettuare variazioni, espone i Comuni al rischio di formazione di debiti fuori bilancio e ad azioni risarcitorie da parte di fornitori di servizi. Inoltre, questo taglio preclude lo straordinario elettorale per il personale: il Comune deve scegliere se pagare i fornitori o il personale comunale”.\r\n\r\nAnci nazionale ha chiesto formalmente al Governo l’assicurazione della copertura integrale delle spese.\r\n\r\nI Comuni pugliesi sono pronti a mobilitarsi con azioni concrete da intraprendere nei prossimi giorni.  “Inammissibile – conclude la nota – che il Governo decida a posteriori di determinare i legittimi rimborsi che spettano ai Comuni, lasciandoli con interrogativi e ammanchi di risorse che devono invece essere destinate alle manutenzioni del patrimonio comunale, ai servizi alle persone e comunque, servono per far funzionare le città. L’auspicio dell’Anci, è che la questione possa essere risolta nelle prossime ore, per evitare danno e beffa per sindaci, comunità e territori”.


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