Preoccupazione per gli episodi di violenza giovanile registrati negli ultimi giorni a Bari e in provincia. A intervenire è il Garante dei diritti del minore della Regione Puglia, Ludovico Abbaticchio, che esprime vicinanza alle vittime e chiede un’azione istituzionale coordinata per prevenire nuovi casi.
“Esprimo vicinanza e solidarietà alle vittime delle aggressioni e guardo con forte preoccupazione agli episodi di violenza giovanile che si stanno verificando a Bari e in provincia, oltre alle segnalazioni, ancora da verificare, provenienti da altri territori della Puglia”, dichiara Abbaticchio. Tra gli episodi richiamati dal Garante c’è anche quello di un 17enne che sarebbe stato aggredito da un gruppo di giovani al termine di un viaggio a bordo della navetta C dell’Amtab, mentre stava rientrando a casa insieme alla fidanzata.
“Se tutti gli episodi fossero confermati – prosegue – si tratterebbe di un fenomeno che non può essere sottovalutato né considerato isolato. Bullismo, prevaricazione e aggregazioni devianti sono segnali di un disagio che deve essere intercettato tempestivamente, prima che possa tradursi in condotte sempre più gravi”. Per Abbaticchio è necessario rafforzare gli strumenti di prevenzione, puntando sull’educazione e sulla presenza degli adulti nei luoghi frequentati dai ragazzi. “È necessario rafforzare la prevenzione, l’educazione e la presenza degli adulti nei luoghi di aggregazione, restituendo a parchi, piazze e strade la loro funzione di spazi sicuri per i giovani”, aggiunge.
Da qui la richiesta di convocare subito un tavolo istituzionale che coinvolga Comuni, Prefetture, Tribunali per i minorenni e Regione Puglia, con l’obiettivo di rafforzare la presenza educativa nei quartieri, prevenire le situazioni di disagio e costruire percorsi di recupero e accompagnamento per i minori coinvolti. “Non è la prima volta che il mio ufficio sollecita l’attivazione di un confronto istituzionale su questi temi: oggi, alla luce dei nuovi episodi – conclude Abbaticchio – ritengo ancora più urgente trasformare questa sollecitazione in un’azione concreta e condivisa”, conclude. Il tema torna così al centro del dibattito pubblico, dopo una serie di fatti che, se confermati, segnalerebbero un disagio crescente tra gruppi di giovanissimi. Una questione che, secondo il Garante, non può essere affrontata solo sul piano dell’emergenza, ma richiede prevenzione, presidio educativo e interventi condivisi nei territori.
Foto repertorio