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Il futuro di Ferrovie Sud Est è sempre più saldo. Il Tar del Lazio, infatti, non ha concesso la sospensiva, il decreto firmato dal ministro dei Trasporti Graziano Delrio – con il quale è stata autorizzata la fusione di Ferrovie Sud Est in Ferrovie dello Stato italiane – resta legittimo. Il Tribunale amministrativo si è espresso sul secondo ricorso presentato dalla cordata di aziende private composta da Arriva Italia, Cotrap e Ferrotramviaria: i giudici erano stati chiamati a decidere se il provvedimento dello scorso 4 agosto fosse regolare o meno e hanno negato la sospensiva di urgenza chiesta dalle tre società. Però, è stato concesso il giudizio nel merito, quindi si tornerà ancora una volta in Tribunale per discutere la questione, anche se la data della prima udienza non è stata fissata.\r\n\r\nI due ricorsi bocciati\r\n\r\nSono due i ricorsi presentati da Arriva, Cotrap e Ferrotramviaria, il primo è stato bocciato due settimane fa: la cordata riteneva illegittimo il trasferimento delle azioni societarie di Fse a Ferrovie dello Stato italiane, il passaggio avvenuto lo scorso 30 luglio che ha dato il via alla fusione tra le due aziende di trasporto. I giudici amministrativi, poi, si sono espressi anche sulla legittimità del decreto con il quale il ministro Delrio, lo scorso 4 agosto, ha autorizzato la fusione di Fse e Fsi. La cordata, in sostanza, chiedeva al Tar di sospendere l’efficacia del decreto perché, a suo dire, il commissario di Ferrovie Sud Est, Andrea Viero, avrebbe dovuto indire una gara pubblica per la vendita dell’azienda di trasporto pugliese. La sospensiva, come detto, non è stata concessa. Questo significa che per ora il passaggio di Fse in Fsi è salvo e può andare avanti il piano di salvataggio dell’azienda pugliese.


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