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Nonostante i tanti anni trascorsi dietro le sbarre, Savino Parisi è attualmente il capo indiscusso del clan mafioso dei Parisi che controlla il rione Japigia di Bari. A stabilirlo è la Corte di Cassazione che ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti del boss al termine dell’indagine “Do ut des” coordinata dalla Dda ed eseguita dalla polizia. L’inchiesta, condotta dalla pm Patrizia Rautiis, ad inizio anno portò all’arresto di decine di presunti affiliati alla cosca criminale, secondo l’ipotesi accusatoria, oltre a gestire le attività illecite delle estorsioni, usura e droga, il clan era riuscito a creare collegamenti con l’imprenditoria, finendo per inquinare l’economia sana della città e della sua provincia.\r\n\r\nStando alle indagini, nonostante Parisi sia detenuto ormai da diversi anni, sarebbe in grado, anche stando in carcere, di tessere le fila del suo clan, dando ordini agli affiliati. Parisi, durante l’interrogatorio di garanzia, negò questa accusa sostenendo di non essere lui il capo cosca e di non aver dato alcun ordine all’esterno. Il gip e il Tribunale del Riesame non gli credettero, la difesa del boss allora presentò ricorso in Cassazione. I giudici di ultimo grado hanno confermato l’impianto accusatorio e, quindi, l’ordinanza di custodia cautelare: Savino Parisi, per i giudici, continua ad essere il boss indiscusso, nonostante il carcere.


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