A Bari, giovanissimo, è stato un pilastro della squadra da sogno di Giampi Ventura: il Bari libidine dei 50 punti in serie A. In biancorosso ha collezionato 38 presenze e un gol. Poi ha spiccato il volo: Juventus, Nazionale, Champions… Leonardo Bonucci è uno dei più forti difensori ad aver indossato la maglia biancorossa nella storia del club. Arrivò al San Nicola dopo un percorso senza troppe luci tra Pisa e Treviso. La cura Ventura – “volere è potere” – gli ha cambiato la vita, facendolo diventare un giocatore di levatura internazionale, paragonato a Beckenbauer per portamento e sicurezza nella regia difensiva.\r\n\r\nBonucci su rivista Undici\r\n\r\nIl Leo(ne) azzurro si è raccontato su periodico “Rivista Undici” (reperibile in tutte le edicole), diretto dal barese Giuseppe De Bellis: dai primi passi del calcio fino ai sogni in una intervista firmata da Francesco Paolo Giordano.\r\n\r\nL’inizio da centrocampista e la visione dell’anticipo\r\n\r\n”Tanto ha fatto il passato da centrocampista, perché mi ha aiutato a vedere il gioco in maniera diversa, focalizzato su assist o su una palla servita in avanti. La caratteristica di vedere prima la giocata arriva da una lettura anticipata nella testa: la verticalizzazione, il lancio lungo, la palla filtrante…”.\r\n\r\nIl ruolo di difensore\r\n\r\nDa marcatore è stato schierato nella Berretti della Viterbese dal tecnico Perrone, convinto che nel nuovo ruolo potesse sfruttare le sue qualità di visione e personalità.\r\n\r\nLa sicurezza? Merito di Antonio Conte\r\n\r\nNel primo anno di Conte, contro il Milan fu protagonista a San Siro di una doppia cappellata, costata il gol rossonero. Antonio da Lecce lo mise in panchina la gara successiva. Ma si infortunò Barzagli e così Leo – nonostante i fischi dello Juventus Stadium – si rimise in sella, non sbagliando più un colpo.\r\n\r\nLe sirene inglesi e la Juve\r\n\r\nPep Guardiola, al Mc City, stravede per Leo. Il giocatore però ha scelto di rimanere alla Juve  “per fa sì che diventi realtà il sogno iniziato nel 2010: vincere in Europa”.\r\n\r\nIl ruolo del mental coaching\r\n\r\nCome Bonucci ha trovato la giusta dimensione? Anche grazie “a un lavoro psicologico personale che mi ha aiutato ad affrontare le difficoltà sbattendomene di quello che arrivava dall’esterno”.\r\n\r\nIl rigore alla Germania\r\n\r\nHa preso la palla, “anche se era il primo rigore in carriera nei novanta minuti. Sono andato sul dischetto con la consapevolezza che Neuer non mi avesse studiato, e quindi sapevo che fermandomi lo avrei ingannato. Con quel rigore la gente ha capito cos’è Bonucci al di là dle calciatore”.\r\n\r\nGli obiettivi\r\n\r\n”Vincere la Champions e il Pallone d’Oro”.\r\n\r\n@waldganger2000

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