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Otto milioni recuperati dall’ecotassa e destinati ai Comuni che presenteranno i progetti per l’aumento della raccolta differenziata dei rifiuti; 4 milioni per i Comuni che si accolleranno i rifiuti di altre province pugliesi; 20 milioni di euro come risorsa aggiuntiva per la sanità; un fondo speciale da 2,5 milioni per la cultura; 14 milioni destinati al trasporto ferroviario e 11 a quello pubblico locale; altri 15 milioni per la riforma dei Consorzi di bonifica. Sono solamente alcuni dei provvedimenti contenuti nel Bilancio di previsione 2017 della Regione Puglia che ha ottenuto il via libera del Consiglio regionale nella notte, alle 3, dopo una lunga maratona e con il voto sfavorevole delle opposizioni.\r\n\r\nNessun aumento di tasse\r\n\r\nLa manovra finanziaria pugliese non prevede aumento di tasse e imposte. Un bilancio da oltre un miliardo e 100 milioni, al netto della sanità e dei fondi comunitari. In materia di welfare, sono stati confermati i 5 milioni di euro in più per il Reddito di dignità, sono stati stanziati 10 milioni per l’integrazione scolastica dei disabili, 4 milioni in più rispetto al 2016. Confermati anche i 12,5 milioni ad Aeroporti di Puglia (in adempimento del contratto per la promozione turistica con la compagnia Ryanair, ndr) per la promozione del territorio. Poi ci sono 10 milioni per il diritto allo studio. Tra le altre misure approvate dal Consiglio c’è il differimento  al 31 ottobre del 2017 del termine per il pagamento del bollo auto per gli anni 2012, 2013 e 2014. Inoltre, i proprietari dei veicoli che hanno omesso il versamento negli anni 2005–2016 potranno estinguere il debito senza sanzioni ed interessi. Via libera anche allo stanziamento di 600mila euro per l’acquisto di parrucche in favore di donne e minorenni che si sottopongono a terapia oncologica. Stanziati 50mila euro per l’Osservatorio sul gioco d’azzardo patologico; altri 200mila euro sono stati previsti per sostenere le spese di funzionamento del progetto di decarbonizzazione dell’Ilva e delle altre industrie pugliesi.\r\n\r\nBattaglia sul taglio degli stipendi dei consiglieri regionali\r\n\r\nNon sono, però mancate le polemiche, soprattutto per la bocciatura di tre emendamenti presentati da Antonella Laricchia (M5S) per la riduzione delle indennità da 7.000 a 5.000 euro, l’obbligo di rendicontazione delle spese e l’abolizione dei vitalizi degli ex consiglieri (i vitalizi per i nuovi consiglieri sono stati già aboliti). “Emiliano – attacca Laricchia – continua a mentire: in un tweet o davanti ad una telecamera nazionale si dichiara a favore dell’abolizione dei vitalizi e per il loro ricalcolo con il metodo contributivo. Ma quando il Movimento 5 Stelle gli dà, per l’ennesima volta, la possibilità di tradurre infatti le sue parole, vota contro e affossa l’emendamento che avrebbe permesso da subito di ristabilire questa norma di equità. Idem dicasi per la riduzione degli stipendi e l’obbligo di rendicontazione dei rimborsi spese mensili. A replicarle è il capogruppo del Pd, Michele Mazzarano: “Il Consiglio regionale pugliese ha già abolito il vitalizio. Lo hanno fatto consiglieri regionali come me che nel 2012, votando contro i propri interessi, approvarono la legge regionale 34/2012 sulla riduzione dei costi della politica”, dice. “Quella legge, che il Movimento 5 Stelle fa finta di non conoscere – continua Mazzarano – ha abrogato l’istituto del vitalizio, cancellato l’indennità di fine mandato, ridotto di un terzo l’indennità mensile e praticamente azzerato le spese ai gruppi consiliari. Ora il M5S ci chiede di eliminare il vitalizio per i consiglieri che c’erano prima di noi. Le obiezioni giurisprudenziali in materia – prosegue il consigliere regionale – sono enormi e di gran lunga prevalenti sulle sparute teorie che attesterebbero la validità giuridica dell’intervento correttivo.


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