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Una nuova sentenza dà ragione ai nastrini rossi, i docenti neoassunti iscritti nelle Graduatorie ad esaurimento, e trasferiti in altre province – o regioni – rispetto a quelle di residenza per effetto della legge sulla “Buona scuola”. Questa volta è stato il tribunale di Foggia ad accogliere il ricorso di un’insegnante, alla quale era stato assegnato l’ambito territoriale “Puglia 0016” (Cerignola), da lei indicato come 25esima preferenza.\r\n\r\nIl giudice del lavoro nella sentenza ha giudicato non corretto il comportamento dell’Ufficio scolastico regionale e del Miur Puglia, che ha invece assegnato una località più vicina ad altri docenti con un punteggio e titoli inferiori. “Non si tratta di un’assoluta novità – spiega Francesca Marsico, coordinatrice regionale dei ‘Nastrini rossi’ pugliesi -, visto che sono già una decina i ricorsi accolti dai tribunali. Non è facile sperare, però, perché ogni tribunale decide per sé: recentemente è stato respinto un ricorso di una docente trasferita a Genova”.\r\n\r\nIl caso della docente foggiana però apre un interessante precedente giurisprundenziale. Il tribunale ha infatti accolto la richiesta anche perché il trasferimento aveva causato un peggioramento delle sue condizioni fisiche. “A seguito del trasferimento – si legge nella sentenza – le condizioni di salute della ricorrente hanno registrato un netto peggioramento, per l’insorgenza di uno stato di disagio psicologico suscettibile di negativa evoluzione nel corso del giudizio”. A questo poi si aggiunge, come spiegato dal giudice del lavoro Roberta Lucchetti, anche l’esborso economico aggiuntivo per il trasferimento, che arriva a 800 euro al mese.


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