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Quattro casi accertati di meningite. Di questi tre sono del nord barese e uno di Bari. I numeri rientrano nella media stagionale. Ma la paura di un contagio sta spingendo migliaia di genitori a portare i loro bimbi a vaccinarsi.

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Abbiamo chiesto a Silvio Tafuri, medico, ricercatore universitario, docente di Igiene alla Scuola di Medicina di Bari e segretario per la Puglia e la Basilicata della Società italiana di Igiene, se in Puglia si può parlare di emergenza.

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Dottor Tafuri, In Puglia si può parlare di allarme meningite?

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“Ogni anno abbiamo un certo numero di casi di meningite, intorno ai 200 in tutta Italia e un numero variabile tra 10 e 20 in Puglia. Questo tipo di casistica non è cambiata negli ultimi due anni. Ovviamente parliamo di meningite accertata. Quindi al momento stiamo nella media stagionale”.

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Cosa è la meningite?

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“Non parliamo di una malattia, ma di un quadro clinico che può avere diverse eziologie, potrebbe essere virale (mai contagiosa) o batterica.  Quest’ultima è la più grave e poi ci sono altre forme che sono la pneumococca e l’emofilo (quest’ultima scomparsa grazie alla vaccinazione).

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La meningite, nella forma più pericolosa,  è una malattia infettiva, legata alla circolazione di un batterio. Il 2/3% della popolazione è portatore sano. Il batterio circola e può causare la malattia nelle fasce di popolazione più fragili (bambini, soggetti affetti da patologia cronica). Per quanto riguarda i bambini, i più colpiti sono da 0 a 4 anni e da 11 e 14 anni.

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Possono esserci anche casi in altre età, ma riguardano comunque soggetti a rischio con patologie croniche (ad esempio chi si è tolto la milza, chi soffre di diabete, di malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite) o che riportano particolari condizioni (lattanti che frequentano gli asili nido, ragazzi che vivono in collegi, frequentano discoteche e/o dormono in dormitori, reclute militari, e, per chiunque debba recarsi in regioni del mondo dove la malattia meningococcica è comune)”.

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Quali sono i segni per individuarla?

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“I segni sono: febbre molto alta, rigidità della nuca, impossibilità di piegare o girare il collo, il vomito a getto, cefalea e la fotofobia (dolore nella visione della luce). Nei bimbi piccoli i sintomi sono leggermente diversi, ma soprattutto c’è una tendenza a non rispondere agli stimoli”.

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Come avviene la trasmissione?

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“Per via aerea. E può riguardare anche gli adulti, ma è più rara”.

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Quanto è importante vaccinare?

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“Fondamentale. Le vaccinazioni anti-meningococcica e anti-pneumococcica sono raccomandate secondo le indicazioni presenti nel calendario regionale di vaccinazione. In Puglia c’è la possibilità di vaccinare gratuitamente tutti i nati contro il meningococco B (dal 2014) e l’haemophilus b (nel primo anno di vita). Gratuito anche l’antimeningococco C fino a 18 anni ed è consigliato per i nuovi nati a 15 mesi e per chi trascorre periodi di studio e di lavoro in Toscana. Poi c’è il vaccino ACYW135 consigliato per adolescenti, viaggiatori internazionali verso le aree a rischio, soggetti a rischio. In questo caso è indispensabile farlo se ci si reca in Africa o in America dove ci sono forme di meningite diverse dalla B e dalla C. Ed infine c’è il vaccino anti-pneumococcico 13 valente per i nuovi nati, i soggetti a rischio e gli ultra 64enni”.


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