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Non è un inverno sereno per le tante mamme e i tanti papà di figli nati prematuramente.\r\n\r\nL’ Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ha bloccato, infatti, la somministrazione gratuita della profilassi che previene la bronchiolite per i bambini nati dalla 29esima alla 35esima settimana. Lo ha fatto a fine novembre ed è cominciato un incubo che finirà solo in primavera.\r\n\r\nIn sostanza la somministrazione gratuita del farmaco che rafforza le difese immunitarie e previene la bronchiolite, malattia particolarmente rischiosa per i bimbi che nascono prematuramente, è stata sospesa. Si tratta di cinque iniezioni di un anticorpo monoclonale, il palivizumab, da somministrare una volta al mese. Chi vorrà, naturalmente, potrà acquistarle, ma a caro prezzo.\r\n\r\nGià a novembre scorso, il primario della Neonatologia del Policlinico Nicola Laforgia, si era detto molto preoccupato e aveva evidenziato il rischio di questa patologia, soprattutto per i più piccoli e fragili fisicamente. Aveva inoltre annunciato che durante la stagione endemica i neonati sarebbero stati più esposti alla bronchiolite. Oltre a un dato effettivo: il rischio di determinare un aumento degli accessi ai Pronto soccorso e dei ricoveri per bronchiolite, con un incremento dei costi per la sanità pubblica.\r\n\r\nL’Aifa farà il punto della situazione a febbraio prossimo, quando cioè il peggio sarà passato. Sarà allora interessante capire quanti sono stati i ricoveri effettivi per bronchiolite e se è davvero stata una decisione saggia, ed “economica”, sospendere la profilassi.\r\n\r\n 


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