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Quattro iniziative per chiedere al Comune di eliminare i cassonetti stradali e di mettere fine alle discariche abusive. Si parte dal volantinaggio fino alla raccolta firme. A promuovere la battaglia per il decoro della città il consigliere comunale di Impegno civile, Giuseppe Carrieri.
“Amiu Puglia – spiega Carrieri – costa ormai quasi 70 milioni di euro all’anno e ha organizzato un sistema di raccolta stradale dei rifiuti (con cassonetti) obsoleto e gravemente indecoroso per l’immagine urbana. Un sistema  che smaltisce ancora in discarica circa il 65 per cento dei rifiuti prodotti dai baresi; una percentuale che la legge prescrive, invero, per la raccolta differenziata.  Ciò non è più accettabile ed ecco perchè abbiamo organizzato –ancora una volta- un’azione di sensibilizzazione cittadina, al riguardo, con 4 azioni”.
Dal 20 febbraio al 6 marzo ci sarà una campagna di affissioni, su circa 40 postazioni distribuite nei vari quartieri cittadini, per dire no ai cassonetti stradali e si al porta a porta.
Dal 4 all’11 marzo partirà la raccolta firme per chiedere al Comune l’immediata trasformazione del sistema di raccolta dei rifiuti (da stradale a porta a porta) e il cambio del management dell’Amiu, “incapace – attacca Carrieri – di organizzare a Bari un corretto sistema di smaltimento dei rifiuti e una decente pulizia urbana. Basti pensare che la raccolta differenziata è cresciuta di appena 4 punti percentuali da dicembre 2014 a dicembre 2016; la Tari invece è aumentata del 35% dal 2012 al 2016 ed abbiamo un importo tari medio per utenza barese di 350 euro contro una media italiana di 280 euro”.
Si terranno poi vari incontri pubblici con professionisti del settore e sarà presentata in Consiglio una mozione urgente per impegnare il sindaco  a estendere, entro il 2018  a tutta la città, il sistema di raccolta porta a porta dei rifiuti e sopratutto a introdurre la tariffazione puntuale che “veramente realizzi il principio europeo “chi inquina, paga”, conclude Carrieri.

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