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Si chiama È più comodo se dormi da me… l’album di esordio del cantautore toscano Diego Esposito. Si tratta di un disco che è frutto di dieci anni di esperienze dell’autore, che nel tempo ha ben figurato in contest e premi a livello locale e nazionale, e che è stato tra i finalisti di Area Sanremo col brano Come fosse primavera.

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Che periodo della vita di Diego Esposito descrive questo album? Sicuramente ci sono molti momenti intimi e di riflessione in questo lavoro, ma mi sembra che prevalgano toni positivi e non drammatici.

Io penso che la vita non sia per niente semplice, anzi non lo è affatto. Mi piace sperare e credere che in qualche modo tutto si risolve prima o poi: sono malinconico ma speranzoso, credo che questo disco rispecchi molto questo lato del mio carattere.

Questo album è “il lavoro di molte menti folli”.

Io ho scritto tutti i testi e le musiche delle canzoni di questo disco (e di altri due che prima o poi usciranno). Nel mio percorso ho avuto la fortuna di trovare la mia fantastica band, con loro ho arrangiato il disco in sala prove: Stef c’ha messo il cuore e le chitarre, Acca c’ha messo il suo genio e le tastiere, Ciambro il sangue e la batteria. Se non fosse stato per Zibba non ci sarebbe stato il basso, noi eravamo convinti che non ci servisse, Zibba ha insistito per farcelo mettere e aveva ragione lui. Poi tante persone hanno creduto in questo progetto, che era solo frutto della mia fantasia e in qualche modo ha stuzzicato pure la loro.

In questo disco d’esordio non poteva mancare Come fosse primavera.

Come fosse primavera è una canzone che ho scritto quasi 10 anni fa in un locale di Milano. Quella sera non c’era nessuno, e secondo il proprietario io dovevo suonare lo stesso, quindi ho iniziato a suonare un giro di DO quasi per prenderlo per il culo, poi ho pensato che se non c’era nessuno era per colpa mia, mi sono fatto tutto un viaggio mentale che poi alla fine mi ha portato a scrivere la canzone. Dopo averla scritta, l’ho tenuta ferma in un angolo della mia mente per quasi 10 anni, e poi l’ho portata ad Area Sanremo: sono arrivato in fondo al concorso, ho quasi rischiato di partecipare al Festival… Figata!

È abbastanza singolare che un brano che si chiama Toscana cominci parlando di Irlanda. Cosa lega queste due terre?

La Toscana è casa mia e mi manca sempre molto, là ho lasciato gli affetti più cari. Ho scritto della Toscana in Irlanda perché il mio migliore amico si era trasferito a Galway, e mi sembrò geniale il pensiero di trasferirsi in un posto che non c’entra niente, ma in qualche strano modo ti ricorda casa tua.

Come se la cava Diego Esposito con la Fisica Quantistica?

Io capisco poco di Fisica Quantistica, ma nel periodo in cui l’ho scritta stavo leggendo un libro che si chiama “La Psico Cybernetica”, e che spiega dei meccanismi molto interessanti. Una sera ero un po’ sbronzo in un pub, mi venne la brillante idea di mandare un sms alla mia ex: ” per un motivo di fisica quantistica legato alla logistica non sono qui con te, però verrei con la mia 500 che ormai c’ha un faro spento, un po’ spento come me”. Lei ovviamente non rispose mai, poi ho scritto la canzone, chissà se l’ha mai ascoltata…


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