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I pagamenti avvenivano attraverso sistemi di “money transfer” illegali, ricevuto il danaro l’immigrato clandestino veniva portato in Italia e, poi, nel resto di Europa in base alla destinazione pattuita. Blitz questa mattina della polizia: gli investigatori hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di alcuni somali tra Bari, Catania e Salerno.

I reati contestati sono associazione per delinquere finalizzata alla permanenza illegale di clandestini nel territorio dello Stato ed al successivo ingresso in Paesi esteri, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a scopo di lucro, uso di documentazione falsa, corruzione di incaricato di pubblico servizio e falso ideologico in atto pubblico.

L’inchiesta è stata coordinata dalla Dda barese e portata a termine da squadra mobile e Sco di Roma: dagli atti dell’indagine è emerso che la presunta associazione utilizzava i canali “money transfer” illegali, secondo il sistema dell'”hawala informatica”. Sistema incentrato su rimesse di denaro e di compensazioni tra varie agenzie in Italia ed all’estero basate sulla fiducia negli intermediari e su schemi informali. Meccanismo che veniva utilizzato dai trafficanti per incanalare le somme loro inviate dalle famiglie dei migranti somali quale prezzo per l’organizzazione dei viaggi degli stessi verso il nord Europa.

Non solo: nel corso delle investigazioni sono emerse relazioni sul web, attraverso facebook, di alcuni componenti dell’organizzazione criminale con alcune persone filo jihadiste ascrivibili al gruppo terroristico somalo “Al Shabaab”. Le investigazioni hanno documentato diretti contatti telefonici tra uno dei membri del sodalizio con un cittadino somalo, già sottoposto a fermo in Italia nel luglio 2016 per aver favorito l’ingresso in Italia, via Malta, di due foreign fighters militanti dell´Isis/Daesh.

Il capo dell’organizzazione è stato individuato in Hussein Ismail Olhaye, nato in Somalia nel 1984 e residente a Bari. Agente plurimandatario di alcune società di money transfer internazionali operanti su piattaforme informatiche non abilitate ad effettuare servizi di pagamento in Italia, è stato catturato a Bari dove gestiva direttamente due internet point che, con quello ubicato a Catania e gestito da suoi collaboratori,  sotto la formale veste di associazioni culturali e di servizi per i migranti, in realtà si sono rivelate essere le basi logistiche ed operative dell’organizzazione criminale volta a gestire l’immigrazione clandestina in Italia e verso l’estero.

Catturati a Catania due dei più stretti collaboratori di Hussein, Mohamed Ahmed Siyad, nato in Somalia nel 1984, e Mohamed Muhumed Okar, classe 1990, gestori di un internet point nella città etnea. Sono attive, anche in campo internazionale, le ricerche degli altri 8 cittadini extracomunitari somali destinatari della misura cautelare in carcere.

La stessa ordinanza ha previsto la custodia agli arresti domiciliari per altre 4 persone di origine somala, implicate nell’attività dell’organizzazione criminale. Tra queste, sono stati tratti in arresto a Bari Shueyb Mohamed Barkad, nato Somalia nel 1985, e Shacni Mohammed, nata in Somalia nel1985, a cui il provvedimento è stato notificato presso la Casa Circondariale di Salerno dove si trova per analoghi reati. Avevano un ruolo chiave nello svolgimento di mansioni logistiche a favore dei migranti. Sono attive le ricerche, anche in campo internazionale, nei confronti degli altri due destinatari della misura.

Infine, è stata data esecuzione alla misura della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio per la durata di 12 mesi emessa dallo stesso gip a carico di Vitantonio Cascella, barese, classe 1955, dipendente dell’anagrafe del Comune di Bari: si sarebbe fatto corrompere da Hussein Ismail Olhaye per dichiarare falsamente inesistenti residenze di cittadini somali nel capoluogo pugliese.


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