Prima i lavori per il ponte Adriatico. Poi quelli in corso della Carboneria (qui sono stati realizzati in due momenti diversi), ed ancora la fibra ottica, il rifacimento dell’asfalto per il G7 ed ancora sottoservizi. I residenti di via Tommaso Fiore e i commercianti di tutta la zona che circonda il ponte Adriatico sono esasperati. “Siamo stanchi – spiega Simone Cellamare, residente – dopo il ponte sembrava tutto finito ed è iniziato un altro calvario. Anzi più di uno: il cantiere per la fibra ottica con i suoi divieti di sosta e asfalto riposizionato così approssimativamente che mia figlia con la sabbia avrebbe fatto meglio; poi il rifacimento del manto stradale in vista del G7; segue il divieto di sosta per il passaggio dei “grandi della terra sul ponte”: scene ridicole e frenetiche di segnaletica orizzontale spruzzata mentre circolavano le auto. Finito tutto finalmente, si chiude al traffico l’unica arteria di deflusso dal ponte verso il centro (corso della Carboneria)”. Per poi riaprire un altro scavo per nuovi sottoservizi. “Per quei commercianti – conclude –  che sono sopravvissuti ai vari cantieri andrebbe riconosciuta una medaglia al valore per la pazienza e la perseveranza nel tenere aperte le attività con incassi bassissimi e clientela inesistente. Agli altri commercianti invece andrebbe data una medaglia alla memoria visto che hanno dovuto chiudere”.

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