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Stava rientrando a casa dopo una visita domiciliare a un paziente affetto da Sla, ma è rimasta coinvolta in un incidente stradale ed è morta. Un’anestesista dell’Asl Bari, Caterina Pesce, è deceduta mercoledì scorso, per l’Ordine dei Medici “l’ennesima morte sul lavoro” che ripropone “il problema della sicurezza dei medici e del personale sanitario negli ospedali e nelle strutture territoriali”. Un problema che “non sembra aver trovato ancora risposte”, attacca Filippo Anelli, presidente dell’Ordine dei medici.

“Manca – dicono dall’Ordine – a oggi un progetto di revisione complessiva del sistema di emergenza e continuità assistenziale a livello regionale. Manca un quadro di censimento delle sedi territoriali, delle condizioni in cui versano e delle possibili soluzioni. Manca ancora all’appello, nonostante gli impegni presi dalla Regione, l’Osservatorio regionale sulla sicurezza”.

“Mi unisco al dolore della famiglia di Caterina Pesce per la loro tragica perdita – dichiara Anelli – ma devo anche ricordare che quella di Caterina è l’ennesima, drammatica morte sul lavoro che colpisce una categoria costretta ormai a lavorare in condizioni inaccettabili. Dopo le parole servono i fatti”.

 


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1 COMMENTO

  1. Caro Filippo, d’accordo con te. E’ l’ennesima morte sul lavoro. Ma degli ospedalieri (e io non lo sono più da tempo) non ne parliamo. Tempo fa, all’ospedale S.Giacomo di Monopoli, un collega urologo veniva trovato morto nella sua stanza dopo un turno oberato di prestazioni del proprio reparto e di un Pronto Soccorso ipertrofico. La risposta della Direzione Sanitaria fu l’ordine di servizio che vietava al Medico in servizio il riposo anche a notte fonda.
    Caro Filippo, se non uniremo gli sforzi medici ospedalieri, di famiglia e del territorio, con l’aiuto dell’Ordine, non arriveremo mai a conclusioni e prese di posizione forti, ponderate e soprattutto non di categoria (divide et impera.
    Abbiamo una sanità pubblica che non ci tutela, non tutela la nostra salute e pensa soltanto ad incrementare il numero di prestazioni sanitarie (produttività).
    Non sono le campagne con i manifesti, non sono solo quelle che porteranno la…gggente a comprendere in quale disorganizzazione stiamo lavorando.

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