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Solo 5 Comuni pugliesi hanno attivato la procedura per la compartecipazione al contrasto all’evasione fiscale, per  3613 euro recuperati. La denuncia è della Uil Puglia sui dati elaborati dal centro studi politiche territoriali del sindacato.

“L’evasione fiscale in Puglia è una piaga conclamata – spiega Aldo Pugliese, segretario generale della Uil Puglia –  che sottrae quotidianamente risorse che invece potrebbero essere investiste a favore di politiche attive del lavoro, per lo stato sociale e l’assistenza ai cittadini e alle famiglie in difficoltà o per abbassare una pressione fiscale che non ha precedenti, sia nella nostra regione che nel Paese in generale. Eppure, proprio i Comuni che giorno dopo giorno lamentano una sacrosanta scarsezza di risorse, non colgono le occasioni per combattere con ogni mezzo un cancro della società, che permetterebbe di recuperare somme utili a mettere in campo iniziative concrete utili a contrastare una crisi che non ha ancora abbandonato il territorio”.

Il premio per la compartecipazione dei Comuni al contrasto all’evasione fiscale fu introdotto nel 2010 dal decreto correttivo di luglio dove si stabiliva che ai Comuni venisse riconosciuta la quota del 100% di quanto recuperato dei tributi nazionali (IRPEF, IVA, IRES, ecc.), mentre le imposte regionali (Addizionale IRPEF, IRAP e Bollo Auto) dovevano fare una convenzione con le Regioni. Tuttavia, i dati che emergono dall’analisi sono alquanto deludenti, se si paragonano agli alti tassi di evasione fiscale e di irregolarità lavorativa che si registrano in Puglia.

“Ad oggi – spiega Pugliese – nella nostra regione, solo 5 Comuni hanno attivato la procedura per la compartecipazione al contrasto all’evasione fiscale, per un totale recuperato di 3613 euro. Una miseria rispetto all’entità del fenomeno che tale strumento si propone di debellare, con un’incidenza quasi pari a zero sul totale recuperato e, di conseguenza erogato ai Comuni, a livello nazionale (circa 13 miliardi di euro)”.

“I Comuni pugliesi – conclude il segretario generale della UIL regionale – devono e possono, invece, fare molto e di più in chiave anti evasione, non solo perché così, come detto, si potrebbero recuperare risorse per ampliare i servizi ai cittadini o per abbassare le tasse al livello locale, ma anche perché una lotta serrata all’evasione fiscale e contributiva permette di ristabilire equità e giustizia sociale, nonché di valorizzare il tessuto produttivo onesto, quello in grado di creare lavoro sano e duraturo. In un simile percorso virtuoso, pertanto, sarebbe opportuno coinvolgere le parti sociali e il sindacato, al fine di tracciare una strada non solo per il recupero delle risorse, ma anche per la progettazione di un successivo utilizzo in chiave occupazionale e sociale”.


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