Arriva la batosta “ecotassa” in Puglia per il 2018. La Regione Puglia ha pubblicato il bollettino ufficiale, i Comuni che pagheranno la tariffa massima, cioè 25,82 euro per ogni tonnellata di rifiuti prodotta e smaltita in discarica, sono 140 rispetto ai 65 del 2016. In un anno, quindi, sono più che raddoppiati. In testa alla classifica provinciale Lecce con 80 Comuni, segue Foggia con 28 Comuni, poi Bari (12), Taranto (10 paesi a tariffa massima), Brindisi (6) e Bat (4).

L’ecotassa varia a seconda del risultato ottenuto nella raccolta differenziata e va da un minimo di 5,17 euro per ogni tonnellata per chi ha raggiunto una differenziata pari al 65% sino ad un massimo di 25,82 euro per chi è al di sotto del 40% di differenziata. L’ecotassa è pagata dai singoli Comuni, che però possono decidere – in base anche ai loro bilanci – se recuperare la somma ridistribuendola tra i residenti e andando ad inserirla nel conto della Tari. Si tratta di un tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi istituito con legge nel 1995. La ratio della legge è semplice: “Chi inquina paga”. In sostanza va a punire i Comuni che ancora oggi non sono riusciti a mettere in pratica politiche efficienti per la raccolta differenziata e il riciclaggio dell’immondizia.

Nel 2018, quindi, in Puglia saranno 140 le amministrazioni comunali che verseranno la tariffa più alta, oltre la metà di questi Comuni è salentino. E’ infatti proprio la provincia di Lecce quella meno virtuosa, con ben 80 paesi che pagheranno 25,82 euro a tonnellata. Per quanto riguarda i capoluoghi di provincia, a Lecce l’ecotassa sale da 7,50 euro per ogni tonnellata prodotta del 2016 a 11,62 euro; Foggia, Taranto, Brindisi e Trani pagheranno l’aliquota massima, Bari invece leggermente inferiore (22,51 euro per ogni tonnellata); le più virtuose restano Barletta e Andria (pagheranno solo 5,17 euro a tonnellata).

Bif&st 2019 Bari
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