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Bari, dopo il ritiro dei licenziamenti, rilancio degli investimenti e del sito di Ginosa: la vertenza Natuzzi raccontata da Bardinella Fillea

Pubblicato da: Gino Martina | Gio, 7 Dicembre 2017 - 15:30
natuzzi

“Non è la risoluzione definitiva ma una battaglia è stata vinta”. Francesco Bardinella, segretario della Fillea Cgil di Taranto, definisce così il passo indietro compiuto dalla dirigenza Natuzzi ieri al ministero dello Sviluppo economico. Si partiva dai 170 licenziamenti annunciati il 23 novembre per far posto ai 170 reintegrati dal giudice del lavoro. Si è ottenuto il loro rientro nel perimetro aziendale, assieme ai 35 che avevano accettato il vecchio progetto della cosiddetta Newco sfumato nel giro di poco tempo.

Dove saranno impiegati questi lavoratori?

“Il prossimo incontro al Mise dovrà chiarire questo aspetto. Con l’accordo di ieri si è riaperta la discussione sugli investimenti nello stabilimento di Ginosa. E’ lì che dovrebbero essere impiegati i 200 lavoratori. Per ora il passo importante è aver scongiurato un’operazione sbagliata e inopportuna da parte di Natuzzi, considerando che i lavoratori in questi anni, pur di andare avanti col piano industriale, hanno rinunciato a pezzi di salario. A ciò si sono aggiunti gli ammortizzatori sociali e i finanziamenti pubblici di circa 38 milioni di euro messi a disposizione dell’azienda per far rientrare le produzioni dalla Romania”.

Cosa non ha funzionato del piano industriale?

“Quel piano va sicuramente rivisto e aggiornato. Il problema è sorto con il mancato avviamento della Newco e, come ha affermato l’azienda al ministero, con la sentenza di reintegra del giudice che riconosce ai lavoratori le differenze retributive dei mesi in cui non hanno lavorato, al netto della cassa integrazione. Natuzzi si trova così a sborsare una cifra che supera i 13 milioni di euro che toglierebbe, secondo la società, risorse per i nuovi investimenti. L’errore però è stato compiuto a monte dall’azienda che ha imposto questi licenziamenti, dopo i sacrifici compiuti dai lavoratori”.

Cosa accadrà di qui ai prossimi mesi?

“Dal primo gennaio questi 205 dovranno rientrare a lavorare e percepire regolarmente i loro salari. Siamo in attesa che il ministero ci convochi nuovamente per parlare definitivamente del rilancio del piano industriale. Con l’avvio concreto degli investimenti potremo dire di aver vinto la battaglia, consci che la guerra è ancora lunga”.

 

 

 

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