I carabinieri hanno arrestato due elementi di spicco del clan ‘Strisciuglio’ di Bari, ritenuti il presunto mandante e l’esecutore materiale dell’omicidio di Gianluca Corallo avvenuto a Bari, nel quartiere San Pio, il 7 febbraio 2016. Si tratta di Saverio Faccilongo, di 31 anni, che avrebbe ordinato l’omicidio, e di Vito Antonio Catacchio, di 33 anni, ritenuto il killer. Le due ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, sono state eseguite nei confronti dei due pregiudicati baresi che sono attualmente detenuti per associazione di tipo mafioso ed altro. Dovranno rispondere, a vario titolo e in concorso, di omicidio, porto e detenzione di arma da fuoco in luogo pubblico, nonché esplosione di colpi d’arma da fuoco in luogo pubblico, con l’aggravante del metodo mafioso.

Il provvedimento restrittivo è stato emesso in base agli ulteriori esiti di un’indagine avviata nel gennaio 2016 dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bari dei carabinieri che ha consentito di fare luce su un violento conflitto, per il controllo dei traffici illeciti, nato nel quartiere periferico barese di Catino – Enziteto, tra i referenti di zona del clan Strisciuglio e quelli invece legati alle rivali compagini dei clan Di Cosola e Capriati. Nell’ambito di questa guerra tra ‘clan’ sarebbe avvenuto il 7 febbraio 2016 l’omicidio di Gianluca Corallo, deciso da Saverio Faccilongo, esponente di spicco del clan Strisciuglio, e materialmente compiuto dal suo killer ‘di fiducia’, Vito Antonio Catacchio. L’esecuzione dei provvedimenti di custodia cautelare dei due segue di poche ore la sentenza di condanna di primo grado comminata dal Tribunale di Bari a 41 presunti affiliati al clan Strisciuglio, al termine del processo scaturito dalle risultanze della operazione chiamata “Agorà”, condotta sempre dal Nucleo Investigativo di Bari e coordinata dalla locale Dda.

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