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Emiliano contro il gasdotto Tap: “Ci costituiremo parte offesa nell’inchiesta a Lecce”

Pubblicato da: redazione | Sab, 20 Gennaio 2018 - 16:00

La Regione Puglia si costituirà come persona offesa nella riapertura dell’inchiesta sul gasdotto Tap disposta dal gip del tribunale di Lecce Cinzia Vergine, schierandosi accanto agli otto sindaci del Salento firmatari dell’esposto. Lo ha annunciato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al termine di un incontro nel pomeriggio a Lecce con i sindaci firmatari dell’esposto e con il pool di cinque avvocati nominati dai sindaci per avere assistenza legale.

“Nomineremo immediatamente un difensore – ha detto Emiliano – la costituzione come persona offesa da reato ci darà il diritto di partecipare alle fasi processuali indicando elementi di prova. Oggi abbiamo posto le premesse per il coordinamento dei collegi difensivi e tecnici, in modo da poter poi eventualmente partecipare a tutti i successivi atti della procedura in modo coordinato ed eventualmente nominando in modo collettivo gli esperti che il giudice dovesse ritenere necessari per l’incidente probatorio”. “Stiamo chiedendo che sia applicata a quel gasdotto la normativa Seveso – ha proseguito Emiliano – che tutela la sicurezza delle persone. Normalmente gli impianti pericolosi non vengono realizzati su spiagge popolate da turisti ma a qualche chilometro di distanza dall’abitato. Non riusciamo a capire a quale norma di prudenza corrisponda la localizzazione dell’opera, che poi è il punto fondamentale di polemica della Regione Puglia nei confronti di Tap. Noi non abbiamo mai detto di essere contrari all’opera, ma solo che la volevamo in una zona non pericolosa né per l’ambiente né per la pubblica incolumità”.

Secondo Emiliano, l’incidente avvenuto in Austria “dimostra che i gasdotti non sono semplici tubi di areazione, come qualcuno in maniera incosciente dice, ma sono tubi che hanno una potenza energetica anche di natura esplosiva, come dimostra il fatto che il pm nella richiesta di incidente probatorio ha chiesto la presenza di un esperto di esplosioni industriali”. Nell’inchiesta della Procura di Lecce figurano quattro indagati.

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