“Ahimé! Senza speranza qual sono, pur m’abbandono alla speranza”. La prima opera del 2018 proposta dalla Fondazione lirico sinfonica del teatro Petruzzelli è “L’Olandese volante” (Der Fliegende Holländer) di Richard Wagner. Un capolavoro romantico senza tempo, in tre atti, per la regia di Yannis Kokkos che ripropone la storia del capitano di un vascello fantasma costretto da un sortilegio a navigare tra i mari tempestosi. Solo l’amore fedele di una donna ogni sette anni può riportare l’olandese “dannato” sulla terraferma: “Da nessuna parte una tomba, da nessuna parte la morte!”. E’ l’incontro casuale con la nave del capitano Daland a dare nuova linfa vitale a Der Holländer che in cambio dei propri tesori riceve la mano della figlia Senta.

Le scenografie, luci (di Guido Levi) e i video (di Eric Duranteau) stupiscono gli spettatori del politeama barese. Uno specchio gigantesco, inclinato, riflette dall’alto la messinscena e grazie a un sapiente gioco di illuminazione nasconde o mostra un vascello sospeso che si fonde all’azione bidimensionale del palcoscenico. Impeccabile l’interpretazione offerta dal bassbariton Tomas Tomasson (Der Holländer) e del soprano Maida Hundeling (Senta) acclamati per cinque minuti. L’orchestra del teatro Petruzzelli diretta dal Giampaolo Bisanti ha accompagnato in modo puntuale il coro della fondazione e il canto degli artisti.

Senza lieto fine, nel prologo del terzo atto, Senta durante un concitato dialogo con il cacciatore locale Erik viene sorpresa dell’Olandese “in terribile agitazione”. Ritiene di essere stato tradito e per questo ordina alla ciurma fantasma di issare le vele e salpare. La figlia di Daland “con violenza selvaggia” sceglie di inseguire il vascello ormai lontano immolandosi da uno scoglio nel mare: “Qui io sto, fedele fino alla morte!”. L’acqua inghiotte i resti del vascello mentre sullo sfondo compare l’immagine della giovane abbracciata all’olandese.

L’Opera romantica di Richard Wagner (1813-1883) fu rappresentata per la prima volta il 2 gennaio 1843, al Königlich Sächsisches Hoftheater di Dresda. L’articolo fa riferimento allo spettacolo del 26 gennaio.

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