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Bari, frode Iva da un milione e 700 mila euro: nei guai imprenditore 60enne e due prestanome

Pubblicato da: redazione | Gio, 15 Marzo 2018 - 10:30
Guardia Di Finanza
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Un milione e 700 mila euro. A tanto ammonta l’evasione fiscale di T.F., imprenditore sessantenne di Cassano delle Murge, che aveva creato “ad hoc” due società utilizzando dei prestanome (S.F. e P.B.) come amministratori, per sfuggire ai propri creditori ed in particolare al Fisco. E attanto ammonta il valore dei beni mobili e immobili preventivamente sequestrati dalla Gurdia di Finanza.

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari, nell’ambito di una vasta ed articolata attività di polizia giudiziaria, diretta e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, hanno individuato un’associazione a delinquere formata da otto persone radicata nella provincia di Bari dedita alla realizzazione di frodi fiscali e truffe. L’attività investigativa ha tratto origine da alcune anomalie rilevate dalle Fiamme Gialle mediante l’incrocio delle informazioni contenute nelle banche dati in uso al Corpo, che, utilizzate in maniera appropriata, consentono di individuare possibili frodi fiscali in atto e di selezionare soggetti con profili di pericolosità “fiscale”.

E’ emerso, infatti, che due società baresi esercenti l’attività di fabbricazione di imballaggi in materie plastiche, sin dal 2012, effettuavano cessioni di beni senza applicazione dell’Iva in misura sempre crescente ed anomala nei confronti di diverse imprese – con sede nelle province di Lecce, Taranto e Napoli – che dai primi accertamenti non avevano i requisiti per il rilascio delle “dichiarazione di intento”, in quanto “evasori totali”.

I finanzieri, in particolare, hanno scoperto che nessuna delle imprese che emetteva le “dichiarazioni di intento” aveva mai versato alcun centesimo di Iva nelle casse dello Stato. Dalle indagini eseguite è emerso che le due società baresi erano perfettamente consapevoli della frode fiscale in atto ai danni delle casse dello Stato, per cui sono risultate responsabili
dell’omesso pagamento dell’Iva su fatture emesse per oltre 8 milioni di euro.

A tal proposito, è stata data esecuzione al provvedimento di sequestro preventivo di beni mobili ed immobili finalizzati alla confisca per equivalente di circa 1,7 milioni di euro.

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