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La convocazione per i sei direttori e commissari delle Asl pugliesi è per mercoledì prossimo, il 18 aprile il direttore del dipartimento regionale Salute, Giancarlo Ruscitti, stabilirà “i tempi e le modalità della stabilizzazione del personale precario del sistema sanitario regionale”, è scritto nella circolare trasmessa alle aziende sanitarie. Tra tre giorni, quindi, i medici, infermieri degli ospedali pugliesi conosceranno il loro futuro: i direttori, infatti, dovranno portare gli elenchi nominali degli aventi diritto.

C’è una buona notizia anche per il personale amministrativo con contratto a tempo determinato, a differenza di quanto comunicato da Ruscitti ai sindacati nell’incontro del 3 aprile scorso, anche loro rientrano nel processo di stabilizzazione. E’ proprio il direttore di dipartimento ha sottolinearlo nella stessa circolare di convocazione: “Preciso – si legge – per fugare ogni qualsivoglia fraintendimento, che nella stessa platea degli stabilizzandi rientra il personale del comparto di tutti i ruoli. Incluso, quindi, quello amministrativo, mentre per l’area dirigenziale rientrano solo i medici ed il personale tecnico professionale che sia direttamente adibito allo svolgimento di attività che rispondano all’effettiva esigenza di assicurare la continuità nell’erogazione dei servizi sanitari (con esclusione quindi dei dirigenti amministrativi)” Alla fine l’invito “ad inviare entro il 13 aprile allo scrivente dipartimento gli elenchi del personale interessato al processo di stabilizzazione” in base al decreto Madia.

Complessivamente sono 1.680 i dipendenti della sanità che dovrebbero essere stabilizzati: la base di calcolo delle stabilizzazioni è stata fatta sulla scorta della dotazione organica ospedaliera del 2015 che fu presentata al tavolo ministeriale. Però, i lavoratori precari sono molti di più di 1.680, dovrebbero essere circa il triplo rispetto a questa cifra, senza contare il personale amministrativo che si va ad aggiungere. Il quadro sarà più chiaro mercoledì prossimo, durante l’incontro. Non ci sono criteri di priorità nella compilazione delle graduatorie del personale da stabilizzare, l’unico che potrebbe essere adottato su richiesta dei sindacati è quello della territorialità. Significa che, una volta stilate le graduatorie, i residenti a Lecce saranno chiamanti a lavorare alle dipendenze dell’Asl salentina, quelli residenti a Bari verranno assunti a tempo indeterminato dall’Asl barese e cosi via.


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