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“Mai concesso il patrocinio a evento no-vax: noi siamo dalla parte della scienza e di chi opera nel pieno rispetto della normativa vigente in tema di vaccini e di obbligo vaccinale e rimanendo in linea con quanto messo in campo da Società Scientifiche sul tema a tutela della Salute Pubblica”. E’ il chiarimento dell’Università di Bari, che si discosta dall’evento in programma oggi a Bitonto dal titolo “Danno da vaccino – Costituzionalità dell’obbligo, responsabilità civile e penale”.

“L’Università degli Studi di Bari non ha mai concesso il patrocinio a tale iniziativa – si legge nella nota firmata dal rettore, dal prorettore e dal presidente della Scuola di Medicina – che vede, tra gli altri, la presenza di un dirigente medico sospeso dall’ordine dei medici di Firenze e di personalità notoriamente vicine a posizioni antiscientifiche sulle vaccinazioni e a movimenti novax”.

Sulla vicenda è intervenuto anche Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale Bilancio: “L’Università di Bari, l’Ordine degli avvocati di Bari e il Comune di Bitonto – svrive Amati – non possono patrocinare, riconoscere crediti formativi o concedere spazi pubblici ad un convegno sull’obbligo vaccinale previsto da legge dello Stato, al quale è invitato a relazionare (in qualità di unico medico) il Dott. Massimo Montinari, medico antivaccinista sospeso dal suo ordine professionale. Per questo ho chiesto al Magnifico Rettore, al Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari e al Sindaco del Comune di Bitonto di revocare il patrocinio, il riconoscimento dei crediti formativi e l’uso della Sala degli Specchi del Comune di Bitonto”.

“Nessuno nega il diritto di discutere, ovviamente – ha proseguito Amati – ma non è possibile che istituzioni pubbliche possano avallare in qualsiasi modo un’iniziativa che nella parte medica prevede la relazione di un medico sospeso dall’ordine perché attestato su posizioni oscurantiste ed anti scientifiche, e su cui si organizza un movimento di contrarietà alla legge statale in materia.
In questi mesi, peraltro, è proprio grazie alla legge sull’obbligo che siamo riusciti in Puglia a risalire le percentuali di adempimento alle vaccinazioni, che stavano tragicamente attestandosi ben al di sotto della soglia di guardia. Sul piano personale mi spiace constatare, infine, il coinvolgimento (probabilmente per distrazione) dell’Ordine professionale al quale sono iscritto, perché la scienza e il suo metodo fa tutt’uno con la nostra professione che mi sforzo di onorare anche da funzione diversa (avvocato si è sempre) e per esempio nel periodo in cui in Puglia provavo ad imporre l’obbligo vaccinale, in assenza di una disposizione statale, però contrastato dagli stessi movimenti antivaccinisti con argomenti a dispetto della migliore scienza costituzionalistica”.


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