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Vito Capuano, classe ’97, è il vincitore della Coppa Italia 2018 di spada maschile. L’unico schermitore barese negli ultimi 40 anni che è riuscito a imporsi su 445 partecipanti in occasione della competizione svoltasi al Palaindoor di Ancona lo scorso maggio. “Spero sia un punto di partenza – spiega nel video Vito Capuano – il mio sogno è arrivare ai Giochi olimpici. E’ stata un’avventura emozionante mi ha lasciato senza parole. Ho dato tutto, in gara ho dovuto superare i miei blocchi emotivi e la paura di sbagliare”.

L’atleta del Club Scherma Bari è la punta di un team in crescita che ha confermato anche la massima serie (A1) battendo la Mangiarotti di Milano. Questa mattina, a Palazzo di Città, l’assessore allo Sport Pietro Petruzzelli ha consegnato delle targhe di riconoscimento dell’amministrazione comunale alla squadra maschile di spada accompagnati dal presidente del Club Scherma Bari Roberto Lippolis. “L’amministrazione – ha detto Pietro Petruzzelli – è lieta e orgogliosa di consegnare questo riconoscimento a una splendida realtà sportiva della nostra città, una squadra che milita nella serie A1 del campionato, cioè ai massimi livelli della scherma italiana. Oggi premiamo due atleti che si sono distinti in questo sport a livello nazionale. Ma va ricordato che, accanto a loro, c’è un gruppo di giovanissimi, più di cento bambini e bambine, alcuni dei quali con disabilità, che praticano con entusiasmo una disciplina molto bella, la più premiata a livello olimpico. Gli sportivi costituiscono la parte sana della società, e lo dimostrano soprattutto fuori dalle palestre praticando il fair play anche nella vita di tutti i giorni”. “La scherma – ha spiegato Roberto Lippolis – è certamente uno sport inusuale, definito a torto uno sport minore. Gli eventi e le manifestazioni promozionali che proponiamo hanno riscontrato un buon seguito di pubblico. Questo è uno sport che appassiona e che, come i risultati olimpici dimostrano, in Italia si pratica ad altissimi livelli. Per questo è importante diffondere la conoscenza di questa disciplina: posso garantire che si legge una luce diversa negli occhi dei giovani atleti nel momento in cui impugnano il fioretto”.


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